“In merito alle polemiche sulle deliberazioni di giunta voglio precisare che la materia su cui si sta dibattendo è regolata dalle leggi e che stiamo operando nel rispetto della medesima. Non esiste il divieto all’esercizio dell’attività di governo esiste invece l’obbligo e ad esso ci atteniamo, ad operare fino all’ ultimo giorno assicurando la governabilità e il rispetto delle leggi. La polemica più strumentale, penso l’abbia fatta l’on. Marco Falcone quando mi invita a non nominare il nuovo Assessore ai Beni Culturali. E’ singolare che un rappresentante di una forza politica, fuori dalla coalizione di governo, intervenga su una scelta che non può che essere del Presidente. legittimamente titolato ad indicare i componenti della Giunta”.

Lo dice il presidente della regione che difende le nomine fatte nelle ultime settimane in clima di dismissione di un governo ormai in scadenza di mandato.

“Tale nomina, del resto, decadrà automaticamento quando sarà proclamato nuovo il nuovo Presidente – ricorda Crocetta – Quella poi del Ciapi e le varie contestazioni sui precari, sono veramente assurde. Il collegato alla finanziaria è stata esitato il 12 agosto 2017 ed ha previsto risorse per l’impiego dei lavoratori degli sportelli
multifunzionali presso il Ciapi. Nel mese di agosto gran parte dei dirigenti e dei funzionari della pubblica amministrazione erano in ferie, non si capisce, dunque, chi avrebbe dovuto fare gli atti istruttori necessari, chi avrebbe prodotto i necessari pareri tecnici per completare il conseguente percorso amministrativo. Al rientro dalle ferie gli uffici hanno predisposto le necessarie deliberazioni e le stiamo ultimando prima dell’indizione dei comizi
elettorali che, ricordo, scattano 45 giorni prima della celebrazione delle elezioni. Ugualmente per i precari. Il Governo ha dovuto affrontare la tematica in via amministrativa visto che l’emendamento presentato al collegato non è stato trattato in Parlamento”.

“Se il governo in carica non facesse questi atti consequenziali previsti dalla legge – aggiunge il Presidente della Regione – quale sarebbe la campagna elettorale dei nostri avversari? Semplice, direbbero che il Parlamento ha approvato le leggi e che il Governo non le ha rispettate compiendo un massacro sociale. Scusatemi ma non ci sto.
Forestali. Perchè proprio ora? La risposta è semplice, stiamo applicando il contratto di lavoro nazionale della categoria, Il confronto sindacale è durato 6 mesi e si è concluso solo adesso, sicuramente se non avessimo applicato dopo la chiusura della trattativa sindacale il contratto nazione si sarebbe realizzata una profonda ingiustizia nei confronti dei lavoratori con non poche strumentalizzazioni dei nostri oppositori. Sinceramente siamo stanchi
Le nomine. Mi dispiace, ma non è consentita la vacatio amministrativa”.

“Le nomine vorremmo non farle, ma siamo obbligati dalla Legge. Con il collegato è stato istituito, con legge, il Dipartimento dei servizi informatici e tale nuovo soggetto richiede la nomina di un direttore. Altre nomine sono obbligatorie, ad esempio nel momento in cui l’Amminstratore di Riscossione Sicilia si è dimesso non può lasciare la società senza una guida a meno di non rischiare il mancato pagamento dei fornitori e degli stipendi e persino la mancata risoluzione della vicenda MPS. È chiaro che dobbiamo nominare l’amministratore che, ovviamente, sarà interno all’amministrazione regionale”.

“Stiamo nominando interni e solo interni. Le polemiche le rispedisco ai mittenti che dimenticano che in altri tempi, in prossimità delle elezioni, si son compiute ben altre operazioni. Se poi i problemi che si pongono sono la vicinanza di alcuni al Governo, mi sembra persino ridicolo poiché non abbiamo mai discriminato alcuno, la gran parte dei dirigenti e dei funzionari che hanno operato durante questa esperienza di governo sono stati nominati in precedenza da altri, perché abbiamo operato guardando le professionalità e rispettando la dignità della macchina amministrativa”.

“La critica fatta da molti, tra cui M5S, è stata quella di aver operato attraverso nomine riconducibili ad altri incarichi nei passati governi. Problema che non mi sono mai posto e che non mi pongo, chiunque andrà al governo dovrà operare nel rispetto delle leggi e dovrà rispettare le regole dell’ ordinamento giuridico che non consentono di nominare direttori esterni se non in misura massima di due. I dipendenti dell’amminstrazione regionale sono
cittadini legittimamente titolari di posizioni garantite dalla legge. Per quel che mi riguarda, ho operato e continuerò ad operare nel rispetto di tali lavoratori e dei loro diritti, lavoratori che per quel che mi riguarda, possono avere tutte le opinioni politiche che vogliono e votare chi vogliono senza alcuna interferenza. La sola cosa che ho sempre chiesto è stata di svolgere il proprio lavoro al servizio del popolo siciliano”.

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