La crisi di governo a due mesi dalle elezioni e la scelta di mettere in campo il minacciato governo del presidente silurando tutti gli assessori o quasi non spaventa le forze che compongono l’attuale maggioranza. La prima sfida viene lanciata da Sicilia Futura che ieri sera ha riunito il gruppo parlamentare allargato alle segreterie provinciali del partito.

Alleato del Pd o meglio del Pd renziano, il partito dell’ex Ministro Cardinale va forse oltre le stesse reazioni alla conferenza stampa di Crocetta avvertite all’interno dello stesso Pd

“Si è tenuta nella sede regionale di Sicilia Futura – si legge nel documento finale – la riunione del gruppo parlamentare allargata alle segreterie provinciali. I temi trattati hanno riguardato le imminenti elezioni regionali, in particolare la composizione delle liste di Sicilia Futura che saranno forti e competitive in tutte le province. Altro tema, il rapporto con gli alleati che sosterranno a Presidente della Regione il rettore dell’Università Fabrizio Micari, persona di alto livello che ha accettato di rappresentare l’intera coalizione in una competizione elettorale difficile e delicata, dove la discontinuità all’attuale esperienza di governo Crocetta sarà per l’appunto garantita da un candidato espressione della migliore società civile”.

“Sicilia Futura – conclude il documento -non entra invece nelle polemiche stucchevoli e strumentali alimentate dall’attuale Presidente della Regione per le evidenti difficoltà che lo interessano in questo suo finale di legislatura”.

A Crocetta, probabilmente, non resta che mettere in pratica la sua minaccia di azzerare la giunta e mettere in campo il governo dei suoi fedelissimi. Una idea che gli gira per la testa da quasi un anno. Se ne cominciò a parlare a novembre dello scorso anno quando le voci insistenti furono stoppate dal fatto che nessuno voleva andare a ricoprire quella carica di assessore.

Oggi le cose sono diverse e i suoi fedelissimi potrebbero usare questi due mesi per mettere in cascina un po’ di atti che portano voti. Clientele se vogliamo anche se nulla di illegittimo. In due mesi con un po’ di spregiudicatezza politica qualcosa si può fare. Lo scenario sarebbe, in fondo, quello descritto più volte. Tre gli assessori che potrebbero restare al loro posto in questo caso, le tre donne che hanno scelto il presidente mettendolo davanti ai partiti: Mariella Lo Bello da sempre suo braccio destro, Luisa Lantieri e la novella assessore alla famiglia Carmencita Mangano che appena nominata rinnegò i centristi che la vollero in quel posto per restare in sellaPer gli altri si profila un addio.

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ELEZIONI IN SICILIA, IL SONDAGGIO