
13 gennaio 2012 - Quando chiama il prezioso informatore senza volto napoletano la squadra antidroga di Palermo va a colpo sicuro.
Tutte le sue segnalazioni, precise fino al dettaglio, hanno messo i poliziotti in grado di arrestare ”corrieri” che trasportano grandi quantità di droga: soprattutto hashish ma anche cocaina.
L’ultima operazione è culminata oggi con l’arresto di una coppia, Giuseppe Marchetti e Elena Aletto, bloccata con 54 chili di hashish appena sbarcata dal traghetto proveniente da Napoli. Gli agenti erano lì ad attenderla perché l’anonimo napoletano – è così che ormai lo chiamano in questura – li aveva informati per tempo con una telefonata.
E’ il sistema che adopera da quasi un anno a intervalli non regolari e con qualche assenza prolungata.
A dicembre, quando si era fatto risentire per fare arrestare un’altra coppia, Giulio D’Altrui e Claudia Grasso, con mezzo quintale di hashish, aveva sentito il bisogno di giustificare un silenzio di quasi sei mesi spiegando che aveva preso una “vacanza”. Ma si è subito rimesso all’opera con una nuova segnalazione, anche questa molto mirata, dopo appena un mese. E siamo alla quinta chiamata. L’anonimo napoletano è un misterioso personaggio che sa il fatto suo e che adotta tutte le cautele del caso per restare nell’ombra. Non chiama mai il 113, che registra tutte le telefonate in arrivo, ma utenze sempre diverse della questura. Solo in un caso è stato possibile registrare la sua secca comunicazione. Parla con uno stretto accento campano e usa semplici espressioni popolari. Perché lo fa? E’ quello che da tempo si chiedono gli uomini della sezione diretta da Stefano Sorrentino. Siccome, in questo giro, ogni mossa risponde a una strategia e le “soffiate” sono sempre mirate si sospetta che l’anonimo telefonista stia cercando di danneggiare una banda rivale. E affida alla polizia il compito di liberare il mercato da una fastidiosa concorrenza. Ma nulla esclude che le telefonate siano la vendetta di un personaggio finito ai margini del traffico e diventato l’incubo dei ”corrieri”. In un caso e nell’altro una cosa e’ certa: l’anonimo e’ cosi’ informato da avere, o avere avuto, un ruolo non secondario nella gestione del traffico della droga. Soprattutto sull’asse Palermo – Napoli.
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