Le dichiarazioni del segretario Udc
D’Alia e la candidatura alla Regione
“Prima la sfiducia a Lombardo”
Lo ha annunciato a caldo nel giorno in cui Fli del “conterraneo” Carmelo Briguglio lanciava Fabio Granata nell’agone delle primarie di coalizione (quella fin qui raggruppata nella neonata federazione del Nuovo Polo per la Sicilia) e nello stesso momento in cui Rosario Crocetta, dalla sala stampa dell’Ars, raccontava i motivi della sua candidatura alla presidenza della Regione. Gianpiero D’Alia, il segretario regionale dell’Udc, tirato in ballo ripetutamente come “candidato” ideale per affrontare il dopo-Lombardo dai ranghi del centrosinistra, ha scelto parole dure per dire la sua. E per puntare il dito: altro che campagna elettorale, tuona, in Sicilia o si trova una soluzione allo sfacelo o si muore.
Addirittura D’Alia si dice “schifato”.
“Questa rassegna poco decorosa di otto candidature, di evocazioni di primarie, che singoli e partiti stanno mettendo in campo, stride con la situazione drammatica dell’economia siciliana” dice all’agenzia Italpress. E poi paventa il disastro prossimo venturo, paragonando i conti della Sicilia a quelli della Grecia e preconizzando che il bilancio 2013, dopo quello del 2012 non ancora chiuso, non si riuscirà materialmente a compilarlo. Intanto le elezioni regionali si avvicinano, seppure D’Alia sia uno dei convinti sostenitori del “passo indietro” di Lombardo – che cioé il governatore siciliano non manterrà l’impegno di presentare le dimissioni il prossimo 28 o 29 di luglio. E così il capo dei senatori dell’Udc detta l’agenda politica. Domani, lunedì 18 giugno, dice, incontrerà a Palermo i vertici del “Partito Democratico per verificare la possibilità di un’iniziativa comune in Assemblea regionale sulla sfiducia al Governo Lombardo, che è il primo toccasana per la Regione”. E qui, in questo annuncio l’Udc dimostra la sua perfetta equidistanza fra i due schieramenti, perché D’Alia ribadisce pure che “come ho già anticipato al coordinatore Giuseppe Castiglione nella prossima settimana faremo un incontro anche con il Pdl per capire cosa si può fare”. Insomma il segretario regionale del partito di Casini sceglie la strategia dell’attendismo e sull’ipotesi della sua candidatura, poi, prende le distanze: “Non siamo candidati a nulla… Chi oggi si candida senza essere consapevole di quali sono i reali problemi da affrontare – conclude D’Alia – è un pazzo incosciente. Solo dopo si può parlare di nomi e candidature”.



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