appello dei familiari

Dove sono 600 tunisini sbarcati a Lampedusa?

Immigrati, oltre 800 sbarcati in Sicilia nelle ultime 24 ore

1 febbraio 2012 -  Costituire un coordinamento tra l’Italia e la Tunisia che consenta di far luce sulle centinaia di giovani migranti tunisini tra i 19 e 30 anni dei quali, dal marzo scorso, le famiglie hanno perso le tracce dopo aver avuto conferma tramite tv e giornali del loro arrivo sulle coste siciliane. È l’appello lanciato da una delegazione composta da sei familiari delle numerose famiglie tunisine che da mesi cercano invano notizie dei propri figli saliti i sui barconi in cerca di lavoro e fortuna dopo la rivoluzione che nel marzo scorso ha travolto il loro Paese. All’incontro, organizzato dalla Cgil a Palermo c’è Mahrezia Charfi che mostra in una mano la foto del figlio, Mohamed Raouefi di 21 anni e nell’altra un dvd, unica prova del suo arrivo a Lampedusa il 15 marzo scorso. “Questo disco – racconta – contiene le immagini di mio figlio ripreso a bordo del barcone con altri 40 connazionali al suo arrivo sulle coste siciliane. Da allora però non ho più avuto sue notizie”. Accanto a lei Nadia Ajmi, anche lei con le foto dei figli Rami Grissi e Mouhamed di 21 e 19 anni, tratte da un raccoglitore assieme alle immagini riprese da un tg nazionale che ritrae i figli sbarcati il 29 marzo scorso a Lampedusa. Tra loro, sul tavolo, centinaia di scatti e documenti degli oltre 600 ragazzi di cui i familiari non hanno avuto più notizie dopo il loro arrivo incolumi sul suolo italiano. “I miei due nipoti – dice Imed Soltani mostrando articoli di giornali locali che ritraggono Slim e Ben Hasen di 30 e 27 anni – songiuntii sani e salvi a Linosa, mi è stato confermato dai carabinieri ma le loro tracce sembrano esser svanite dopo l’arrivo nei centri di accoglienza”. Una vicenda ingarbugliata, una sorta di “muro di gomma” per Adel Laid rappresentante di Arca, una federazione delle associazioni e comunita’ di immigrato. “Su pressione dei familiari dei ragazzo scomparsi – ha spiegato – il governo tunisino e’ intervenuto sull’ambasciata italiana a Tunisi per attingere notizie, ma senza successo. Nei giorni scorsi abbiamo incontrato il console tunisino a Palermo che ci ha dato ampie rassicurazioni ma, purtroppo, rimane una situazione complicata e’ l’unica soluzione potrebbe essere la creazione di una task force tra i due Paesi e l’Europa per ricostruire i percorsi di questi ragazzi. Solo cosi’ – ha concluso – si potrebbero ottenere risposte precise”.

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