La graduatoria dell’avviso 8 sarebbe quasi pronta, potrebbe andare in pubblicazione già venerdì prossimo (gazzetta o sito della Regione non è dato ancora saperlo), a meno di ripensamento dell’ultima ora, sono salvi quasi tutti i grandi attori della nuova era della Formazione Professionale.

Erano oltre 800 le osservazioni pervenute da parte degli enti rispetto alla prima graduatoria provvisoria pubblicata nel mese di ottobre. Decine i ricorsi. Ma il lavoro è stato smaltito rapidamente dai diligenti funzionari incaricati da un solerte (almeno in questo caso) Dirigente Generale governato, è la parola giusta, dall’assessore Marziano.

Certo il lavoro era delicato, per nulla facile. Ma con un po’ di estro, abilità burocratico amministrativa e capacità di districarsi tra gli ingiusti attacchi della stampa infedele degni di querela e qualche penna amica che mai manca e mai fa male, Marziano sembrerebbe riuscito in una opera complessa ed ambiziosa: ripulire il settore della formazione professionale che tanto ha infangato la sicilia, depresso le casse regionali, procurato inchieste, arresti, condanne, furti e rapine ai danni della pubblica amministrazione per anni, dall’epoca di Cuffaro presidente in poi.

Ma andiamo per ordine e proviamo a mettere in fila i risultati salienti dell’azione di Marziano degli ultimi mesi.

1)Blocco dei pagamenti agli enti di formazione. Azione fondamentale per indebolire l’avversario (ovvero l’ente di formazione infedele). L’amministrazione paga soltanto gli enti che hanno la forza, e le risorse, per recuperare i crediti per attività svolte da anni grazie a decreti ingiuntivi che sempre risultano legittimi e impossibili da opporre a cura dei ben pagati avvocati della Regione. Con il blocco dei pagamenti arretrati gli enti rischiano di non poter mantenere l’impegno con gli obblighi contributivi e si auto escludono silenziosamente dalla possibilità di sopravvivere.

2) Stretta sulle procedure di accreditamento. Attività fondamentale per restringere la schiera degli aspiranti alle risorse finanziarie nell’ambito dell’avviso 8. Nonostante Sviluppo Italia Sicilia, originariamente incaricata di seguire le procedure di accreditamento degli enti, sia in procinto di chiudere e non possa procedere nell’incarico, i funzionari dell’assessore Marziano sono riusciti a completare l’opera con solerzia. Gli enti che potevano ( o dovevano ) essere accreditati andranno avanti. Gli altri fuori. Anche a costo di avventurarsi in determinazioni e comunicazioni fantasiose, al limite della decenza, certamente in grado di offendere l’intelligenza di fior fiore di ingegneri, architetti e geometri. Capita allora che da una planimetria si evinca che sono scarse le condizioni di luminosità o areazione di un locale che per anni ha ricevuto il visto di idoneità locali da parte dell’ispettorato del lavoro. Capita che si respinga la richiesta di accreditamento di enti sulla base di motivazioni tecnico e legali che però non si ritrovano in alcuna legge, regolamento, circolare o bacheca assessoriale.

3) Fuori la politica dalla Formazione Professionale. L’affermazione potrebbe sembrare forte, e forse lo è, ma è certamente incompleta. In precedenza infatti si accomodavano al banchetto della formazione tutte le parti politiche e sindacali regionali. Abitudine e prassi consolidata e certamente deprecabile. Adesso si è fatta chiarezza: chi governa o sostiene il governo è nella legalità e potrà andare avanti. Gli altri fuori, hanno rubato già troppo, non hanno prodotto nulla, era ora di rimuoverli dal settore. Si auspica sempre l’intervento dell’autorità giudiziaria per abbatterli.

Alla fine Marziano avrà compiuto la sua missione. Il settore sarà stato risanato. Chissà quando e chissà come però i disoccupati siciliani riusciranno ad entrare in aula per poi affermarsi nel mercato del lavoro degli acconciatori, estetisti, comunicatori, operatori informatici e chi più ne ha più ne metta. Il mercato del lavoro li aspetta. Così come aspetta i formatori licenziati ormai da tempo che però grazie alle indennità di disoccupazione riusciranno a campare, malamente, fino alle prossime elezioni.

Auguriamoci adesso che l’autorità giudiziaria non intervenga per interrompere questo processo di santificazione che era atteso da troppo tempo e che solo un assessore che di nome fa proprio Marziano ha avuto il coraggio di intraprendere e portare a termine.

Intanto la graduatoria finisce sotto la lente di ingrandimento dell’autorità anti corruzzione alla quale è stato recapitato un dettagliato esposto