“Noi non abbiamo votato la fiducia e non abbiamo condiviso il metodo di approvazione di questa legge elettorale. Avremmo preferito che nella parte proporzionale ci fosse la preferenza”. L’ha detto il leader dell’Udc Lorenzo Cesa a Palermo.

“Avremmo preferito che fossero i cittadini a scegliere – ha detto – siamo in pochi come Udc, non ce l’abbiamo fatta. Al
Senato speriamo di poter fare qualcosa. Se anche nella parte proporzionale, invece dei listini bloccati, riuscissimo a fare
le preferenze, avremmo riavvicinato la gente alla politica”.

“Non abbiamo condiviso il metodo usato”: una forzatura fatta ponendo tre fiducie di seguito” ha detto.

Per Lorenzo Cesa, la Sicilia “rappresenta un esempio perfetto di quello che accadrà per le politiche”. “Noi con l’Udc ci siamo collocati nel centro destra – ha detto a Palermo – e sarà uno schema per le politiche. Ci sarà una destra, Forza Italia e ci sarà un centro democratico: questo è lo schema delle regionali siciliane ma sarà anche lo schema per le elezioni nazionali”.

“Se viene replicato il modello nazionale – ha detto – la sinistra che qui è andata da sola, probabilmente andrà da sola
anche a livello nazionale. Poi c’è il Pd e c’è una forza centrista schierata con la sinistra e sarà così anche a livello nazionale”.
“Quello che succederà qui – ha aggiunto Cesa – farà capire cosa accadrà a livello nazionale. Dal 6 novembre comincia la
campagna elettorale per le politiche”.

E ancora: “Siamo qui per vincere e portare Musumeci alla presidenza e riaffermare che un grande partito di
centro di ispirazione cristiana può essere una forza importante per la Sicilia”. Così Cesa commenta gli ultimi sondaggi sulle regionali in Sicilia, che danno un testa a testa tra il candidato del centrodestra Nello Musumeci, sostenuto anche dai centristi dello scudo crociato, e il candidato del M5S Giancarlo Cancelleri.

“Sono sicuro che i siciliani capiranno – ha aggiunto – che non si può affidare la Regione a gente che non ha capacità
amministrativa e che non hanno né arte né parte”.