Va detto, prima di fare qualsiasi analisi e considerazione, che se qualcuno si aspetta di sapere da questo sondaggio chi sarà il Presidente eletto dai siciliani a novembre farà bene a tornare alle attività vacanziere perché resterà deluso.

La presenza di un’area addirittura maggioritaria dell’astensione superiore al 50% consegna ai dati un difficile compito previsionale, oltre al fatto che l’offerta politica appare ancora confusa.

Ma alcune considerazione di massima emergono con evidenza: la bocciatura del Presidente uscente appare senza appello, difficile ipotizzare una sua riconferma, mentre Cancelleri risulta essere il favorito, tutti gli indicatori sono positivi rispetto alla sua candidatura che non a caso è l’unica tra quelle importanti già formalizzata. Tra chi si candida a sfidare il candidato di Cinquestelle, c’è sicuramente Nello Musumeci che esce con un profilo marcato ma che ha un problema di coerenza rappresentativa tra chi potrebbe sostenerlo. Difficile fare il pieno dei voti con alleati che non hanno un minimo di coerenza nella propria storia.

Emerge un’altra variabile interessante: mentre sul versante del Pd non esiste una figura dominante come nel Centrodestra, è senza dubbio Davide Faraone a raccogliere intorno a sé i maggiori favori. Resta il nodo Alfano che algebricamente appare fodamentale per rendere competitivo sia il centrodestra che il centrosinistra, ma abbiamo imparato che il consenso politico non si costruisce  a tavolino e che le campagne elettorali impongono una narrazione che diventa determinate.

Insomma, una situazione complessa e che non attenua la profonda sfiducia che i siciliani hanno maturato verso la politica che sembra favorire più il M5S a cui resta solo il problema per Cancelleri di cancellare l’effetto Raggi.

Natascia Turato
Direttore INDEX Research