Non c’è pace per l’Avviso 8 della Formazione professionale in Sicilia. Con tre diverse ordinanze notificate oggi il Consiglio di Giustizia Amministrativa, organo di secondo grado rispetto al Tar, accoglie, in regime di sospensiva, i ricorsi degli enti assistiti dall’avvocato Menallo che erano stati bocciati dal Tar in primo grado, ma allo stesso tempo sospende anche l’efficancia della circolare con la quale l’assessorato regionale all’istruzione e Formazione professionale aveva modificato i criteri utilizzati per redigere le graduatorie degli enti partecipanti.

La modifica delle graduatorie, effettuata per ben due volte, doveva servire a rispondere proprio ai criteri in base ai quali il Tar aveva sospeso l’efficacia dell’Avviso ma non ha mai sortito questo effetto visto che lo stesso Tar aveva considerato insufficienti le modifiche apportate dalle nuove circolari e dalle nuove graduatorie pur non stoppando l’avvio dei corsi considerando prioritaria l’esigenza di non perdere i finanziamenti europei.

Adesso il pronunciamento in ordinanza sospensiva del Cga amplia la stessa sospensione ad una platea quasi complessiva degli enti coinvolti e crea un buco applicativo dei criteri di vastissima entità. Già in una prima ordinanza il Cga aveva considerato ‘illogici’ i criteri usati per la graduatoria. Di fatto appare molto difficile che adesso si possa realmente proseguire con l’avvio dei corsi.

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Il Cga rimanda tutto al Tar e lo invita a pronunciarsi nel merito in tempi brevi. Di fatto tutto resta bloccato quando mancano un mese e mezzo alle elezioni.

Il destino dell’Avviso 8 sembra segnato. I 136 milioni di euro di finanziamenti rischiano seriamente di andare persi e con essi rischia di saltare un altro anno scolastico di formazione professionale. Di fatto la Sicilia è senza formazione professionale ormai da due anni che tendono a diventare tre.

 “Le ragioni giuridiche fatte valere da parte ricorrente, – scrive nella prima di queste tre ordinanze sospensive il Cga – pur necessitando degli opportuni approfondimenti nel merito, non appaiono prima facie infondate e risultano meritevoli di protezione in questa fase cautelare con la sospensione della efficacia del provvedimento originariamente impugnato e con la sollecita fissazione della udienza di merito dinanzi al giudice di primo grado”.

Il problema principale sta nel fatto che questa data ancora non è stata stabilita e il Cga, fra le righe, invita il Tar a fissare l’udienza di merito.

Di fatto il Cga sospende tutti i provvedimenti e gli atti preliminari svolti, sia noti che ignoti al tribunale paralizzando l’intero percorso. E non riconosce, oltre ai criteri già contestati dal Tar, neanche il parametro di valutazione B 6. Allo stesso tempo sospende anche il nucleo di valutazione dei progetti formativi creando un vulnus nel percorso di accreditamento degli Enti

Gli effetti sembrano devastanti ma nel pomeriggio l’assessore regionale Bruno Marziano tranquillizza tutti leggi qui

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