Doveva lasciare la commissione bilancio entro ieri sera. La legge di stabilità regionale, invece, trascorrerà in Commissione bilancio tutto il fine settimana. “Cerchiamo di approvare la manovra al massimo entro domenica in modo da portarla in Aula lunedì – dice il presidente della Commissione Vincenzo Vinciullo – stiamo lavorando senza sosta per evitare di ricorrere ad un altro mese di esercizio provvisorio”.

Attualmente, nonostante l’approvazione di norme importanti come i cantieri Lavoro e le polemiche su altre norme come quelle sui Forestali e sui dipendenti pubblici, solo 25 articoli su 64 sono stati affrontati dalla Commissione.

L’approdo in aula era previsto per oggi in modo da pater incardinare la manovra e dare il termine per gli emendamenti e avviare la trattazione vera e propria il 16 febbraio. Così non sarà e dunque tutto potrebbe slittare.

Tra gli articoli di spesa approvati ci sono la norma che assegna 31 milioni e 900 mila euro all’Arpa e 44 milioni alla Servizi ausiliari Sicilia, norme che si aggiungono a quelle approvate a partire da martedì.

Ma resta, intanto, il vero nodo che rischia di far saltare l’intero documento ovvero i trasferimenti promessi da Roma ma ancora non arrivati ne decretati. Nonostante la visita lampo a Roma l’assessore all’Economia Alessandro Baccei al momento non è riuscito a sbloccare i 500
milioni in questione attesi dallo Stato che, quindi, resteranno iscritti in bilancio come accantonamento negativo.

I lavori della Commissione riprendono, dunque, questa mattina alle 9,30 per lavorare a pieno ritmo anche sabato e domenica nella speranza di arrivare in tempo alla trasmissione per lunedì. Poi l’iter  obbligherà ad una seduta per incardinare il documento e a un termine a 24 ore per gli emendamenti, che non saranno pochi.

La trattazione vera e propria, se non ci saranno altri ritardi, potrebbe iniziare martedì 16 o mercoledì 17 con di fronte un tempo congruo per il dibattito che si aggira fra i 10 e i 12 giorni a seconda delle scelte sull’uso dei fine settimana. Ma resterà l’incognita dei 500 milioni accantonati.