Anche l’Anfe, lo storico ente di formazione dell’Isola,  annuncia che manderà a casa 170 operatori. La decisione è stata presa a causa della riduzione dei contributi emessi dalla Regione per il settore della formazione professionale.

L’Anfe, uno dei più grandi enti di formazione professionale dell’Isola con più di trent’anni  di storia, adesso, dopo la fine della cassa integrazione per i 170 dipendenti, si prepara a mandare ai propri dipendenti le lettere di prelicenziamento: “La politica si deve muovere – dichiara a BlogSicilia il presidente dell’Anfe Paolo Genco. – Noi abbiamo subito una riduzione dei contributi di circa 5 milioni di euro e adesso siamo costretti a licenziare. I dipendenti hanno terminato il periodo di cassa integrazione e adesso verranno loro inviate le lettere di prelicenziamento. La Regione conosce ormai da circa un anno e mezzo la situazione in cui versa il settore della formazione. Noi dell’Anfe non siamo gli unici. A breve altri dieci enti chiuderanno le procedure di mobilità con il licenziamento di circa 100 dipendenti. L’Anfe, quindi, è solo una goccia nel mare”.

Il presidente dell’Anfe si scaglia contro l’operato dell’ex assessore regionale alla formazione Mario Centorrino: “ Nessuno si è mosso. Anzi Centorrino ha portato alla rovina il settore della formazione professionale in Sicilia. L’assessore con la riforma sulla formazione ha messo fuori centinaia di persone con un costo di piano formativo molto più alto. Il rischio è che vadano in mobilità circa 2 mila persone.

E’ giusto utilizzare il Fondo sociale europeo per la formazione perché la Regione non ha abbastanza soldi, ma la riforma poteva essere fatta in modo diverso consentendo il passaggio dell’esubero degli enti con un parametro più alto agli enti che hanno un parametro più basso. Insomma una sorta di cabina di regia con una camera di compensazione per il personale”.