Dalla cassa integrazione alla perdita del posto di lavoro. E’ il destino che accomuna 640 dipendenti di 4 enti di formazione: il Cefop darà il ben servito a 350 formatori, l’Anfe a 170, l’Aram a 64 e l’Ancol Sicilia a 56.

Da sette mesi in Cig, i 640 formatori sono considerati esuberi dagli enti e, a termini di legge, possono essere licenziati entro tre mesi. I sindacati hanno attivato lo stato di agitazione, chiedendo all’assessore Accursio Gallo di far assorbire questi lavoratori dagli Enti che hanno bisogno di personale nel momento in cui verranno attivati i nuovi corsi di formazione del 2012.

Possibilista l’assessore alla Formazione professionale, convinto che esista la via per recuperare i 640 formatori “perché l’Avviso 20, il bando che stanzia quasi 300 milioni di fondi europei per i corsi, prevede una premialità per gli enti che reimpiegano gli esuberi. Anche se si tratta di personale proveniente da altri enti”.

Le cattive notizie, però, non sono terminate. La nota stonata riguarda proprio Avviso 20. L’emblema della riforma professionale siciliana resta infatti ancora al palo. L’assessorato ha trasferito i decreti di impegno di oltre 200 progetti alla Ragioneria, perché si provvedesse alla registrazione alla Corte dei Conti. Allo stato attuale, gli impegni, che assicurerebbero lavoro e stipendio ad almeno 4000 operatori del settore, sono fermi in Ragioneria.

Colpa del Sic, il sistema informatico contabile, bloccato a quanto pare per un problema tecnico. Dalla Ragioneria hanno fatto sapere, non in via ufficiale, che l’inconveniente è stato già risolto nella giornata di ieri. Lo stesso Accursio Gallo avrebbe esercitato un pressing sul ragioniere generale della Regione, Biagio Bossone, per sbloccare il Sic e andare avanti sui decreti d’impegno.

Va detto che il Sic, di solito, si blocca anche quando in cassa non c’è liquidità e di conseguenza non è possibile effettuare i pagamenti a favore degli Enti,  pure quelli relativi ad attività svolte 2011 o nella prima parte dell’anno, e i decreti di impegno, che non costituiscono titolo per ricevere le somme ma per averle riconosciute anche sul medio termine.

Una situazione che fa tribolare gli enti che hanno già avviato le attività sotto la propria responsabilità, perché il decreto di impegno garantisce in parole, oltre l’affidamento delle attività formative da parte della Regione, anche la certezza quasi assoluta della disponibilità delle somme prestabilite.