Due nuovi acquisti in casa Udc, provenienti da Forza Italia e da Ncd di Alfano.”Nelle prossime ore aderiremo all’Udc di Cesa per costituire il gruppo parlamentare. Lavoreremo insieme per la costruzione delle liste e per dare un contributo al programma di Nello Musumeci”.

Lo dice Piero Alongi, uomo da sempre vicino a Giovanni La Via e parlamentare regionale in quota Ncd oggi di Ap. Alongi lascia il partito di Alfano in netta polemica per la scelta di campo che è stata fatta “Ho avuto un confronto schietto la settimana scorsa con Alfano e gli ho espresso il mio disagio. – aggiunge – Quasi il 70% degli amici che mi sostengono e mi hanno sostenuto in questi anni di politica mi hanno suggerito che fosse il momento di fare scelte importanti: sostenere Nello Musumeci. E’ un sentimento comune, forse non lo registra chi sta nei palazzi di potere, ma è quello che percepisce chi ogni giorno sta a contatto con la gente”.

“Non prendo distanza dagli uomini di Ap – osserva – ma ritengo che il progetto di Ap in questi anni in Sicilia sia andato sgonfiato di giorno in giorno e che non abbia messo in campo quell’azione politica che noi ci aspettavamo”.

Salgono a 5 cosi’ i componenti del gruppo parlamentare Udc. ‘Stiamo dando un messaggio politico chiaro e imprevedibile fino a qualche tempo fa – ha detto il deputato regionale Mimmo Turano – verso di noi c’è un interesse che ci consente di selezionare la classe dirigente. Due mesi fa era imprevedibile questo risultato’.

“Il mio obiettivo alle politiche – dice il segretario nazionale dell’Udc Lorenzo Cesa da Palermo – è riportare in parlamento una squadra di democratici cristiani. Quello che sto cercando di capire è se c’è la possibilità di aggregare un nucleo di democratici sotto l’insegna dello scudo crociato. Ci sto provando e continuerò a lavorarci, credendo che ci sia questa esigenza. Questo è il mio sogno, il mio obiettivo e mi auguro che ci siano dei segni positivi anche nelle prossime settimane”.

“Abbiamo fatto questa scelta qualche anno fa quando dissi che bisognava creare una discontinuità rispetto al governo Crocetta. Da allora abbiamo lavorato aggregando il mondo dell’associazionismo cattolico – ha aggiunto – .In Sicilia abbiamo lavorato in modo silenzioso sulla coalizione e vorremmo che si replicasse alle nazionali”.

“L’Udc si presenterà alle prossime elezioni siciliane accanto al candidato Nello Musumeci – ha ribadito il presidente commissario regionale dell’Udc Antonio De Poli – Una lista importante, molto forte – aggiunge – ci aspettiamo di arrivare intorno al 10% ma soprattutto di ridare centralità e sicurezza alla Sicilia. E’ ciò che è mancato in questi anni e credo che oggi serva competenza e trasparenza”.

“Attraverso il candidato Nello Musumeci e la nostra lista – osserva – possiamo recuperare quei lavori, quei principi che la società siciliana da sempre ama: cristianità, valori della famiglia e soprattutto il lavoro. Questi sono gli aspetti primari del nostro programma”. Poi parlando delle candidature nei listini, ha detto: “Credo che oggi vadano trattati i programmi e le persone che parteciperanno a questa competizione”.

Ma da Ap si ostenta sicurezza e si smentisce che sia in corso una fuga. si tratterebbe di scelte singole e isolate. “Il partito non solo non lascia ma raddoppia -dice il sottosegretario e coordinatore di Ap in Sicilia, Giuseppe Castiglione – ci sono tanti dirigenti, militanti e semplici cittadini che si considerano lontani anni luce da Salvini e Meloni, dunque da Musumeci. Abbiamo riscontrato grande interesse attorno alla leadership del professore Micari”

A replicare a Castiglione ci pensa Giusi Savarino, portavoce di #DiventeràBellissima: “Musumeci è leader del movimento civico #DiventeràBellissima ed è candidato presidente dell’Udc di Cesa, di Cantiere Popolare di Saverio Romano, di Idea sicilia di Lagalla, dell’Mpa, di Siciliani Indignati di Armao, di Energia per l’Italia di Parisi, di fratelli d’Italia, di noi con Salvini e soprattutto di Forza Italia di Berlusconi, ridurre la sua candidatura come sola espressione di due forze politiche e non di una intera, ampia coalizione è non solo riduttivo in termini elettorali ma ingannevole per i siciliani – sottolinea -. Capisco il nervosismo di Castiglione, costretto a giustificare una scelta opportunistica di sopravvivenza nel governo di sinistra come una scelta nobile politica. Capisco pure il fastidio per l’emorragia di classe dirigente che subisce, deve anche comprendere che quel che resta di Ncd è gente eletta nel centrodestra con un elettorato che era e resta di centrodestra”.

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