Mauro La Mantia, presidente siciliano di Giovane Italia, stamane ce lo aveva nascosto.

Contattato per saperne di più sugli striscioni affissi stanotte a Palermo con scritto “Siamo indagati e condannati, vogliamo fare i deputati”, ha risposto non solo di non saperne nulla ma ha anche rilasciato una dichiarazione, pubblicata qui.

Invece, ecco l’incipit di un comunicato stampa appena ricevuto:

Sono i militanti di Giovane Italia, il movimento giovanile del Popolo della Libertà, gli autori degli striscioni affissi questa notte per le strade di Palermo. In questo momento una cinquantina di attivisti del movimento sta presidiando pacificamente l’ingresso dell’Assemblea Regionale Siciliana. Hanno tutti dei cartelli dove ironicamente rendono nota la propria condanna o l’inchiesta giudiziaria cui sono soggetti e per questo rivendicano un seggio all’Ars”.

Il comunicato, poi, prosegue con una dichiarazione dello stesso Mauro La Mantia e di Giancarlo Russello, coordinatore di Palermo di Giovane Italia:

“È arrivato il momento di dire basta e di gridare ad altissima voce che vogliamo un Parlamento pulito e partiti che abbiano il coraggio di guardarsi dentro e fare pulizia al loro interno. È questo lo spirito dell’iniziativa che abbiamo organizzato oggi pomeriggio davanti la sede del Parlamento regionale e che abbiamo annunciato con la provocazione degli striscioni apparsi questa mattina a Palermo. Il salvataggio del seggio dell’on. Catalano, condannato per abusivismo edilizio, è certamente la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Non è più sopportabile che in una terra come la Sicilia, le giovani generazioni, che si battono giornalmente per sconfiggere il cancro mafioso e per creare un futuro migliore, siano rappresentati da un Parlamento che in soli tre anni ha visto la presenza a Sala d’Ercole di 27 deputati su 90, tra condannati e indagati per reati vari. Se a questo aggiungiamo il vergognoso ribaltone politico operato da Raffaele Lombardo riteniamo sia ormai l’ora di sciogliere l’Ars e andare al voto anticipato. È giunto il momento  di sollevare trasversalmente il tema della questione morale, come annunciato anche dal nostro Segretario politico Angelino Alfano, che deve riguardare tutti i partiti e tutti i movimenti giovanili impegnati sul territorio. È certamente positivo che undici partiti abbiano siglato, nella prefettura di Catania, un codice di autoregolamentazione per le candidature escludendo i candidati coinvolti in procedimenti giudiziari riconducibili alla criminalità organizzata. Se questo tema non sarà attenzionato a tutti i livelli siamo pronti a nuove iniziative con la promessa che andremo fino in fondo in questa battaglia”.

Ora, la menzogna ha sicuramente un senso: non svelare l’identità dei promotori dell’iniziativa fino all’agnizione finale. Se La Mantia ci avesse detto la verità, avrebbe immediatamente esaurito l’effetto sorpresa.