Lo stratagemma è di quelli che fa accapponare la pelle e difficilmente potrà andare in porto perchè i vizi di legittimità si conterebbero a secchi. La Regione vorrebbe pagare 145 milioni di euro di anticipazioni ai Comuni siciliani al collasso prelevandoli dal fondo pensioni per i dipendenti regionali di fasci più bassa.

Una operazione di finanza creativa che passa attraverso una serie di ‘giustificazioni’ per dare al provvedimento una parvenza di legittimità.

Per venire incontro ai Comuni che rischiano, altrimenti, il collasso l’operazione sarebbe quelle di prelevare provvisoriamente i soldi dal fondo pensioni. una sorta di ‘prestito’ da quasi 150 milioni al bilancio della Regione. I soldi verrebbero girati a Comuni ma non come trasferimenti.

Agli Enti locali verrebbe chiesto di restituirli attraverso l’accensione di mutui specifici in modo che i soldi possano, poi, tornare nelle casse della regione che li dovrebbe reinserire nel Fondo pensioni.

Da una parte si tratta di una ‘presa in giro’ nei confronti dei comuni come sottolineato in aula da Bernadette Grasso di Forza Italia, dall’altro di un enorme rischio per i pensionati e pensionandi che spinge il deputato di maggioranza Totò Lentini e parlare di ‘atto di piraterie’.

“Non do il mio voto – ha detto Lentini – ad una norma che rappresenta un vero e proprio atto di pirateria. I fondi accantonati per le pensioni dei dipendenti regionali vanno utilizzati per il fine cui sono destinati. E’ notorio che negli scorsi anni spesso si è attinto a questi fondi al punto da mettere a serio rischio la corresponsione della pensione a tanti lavoratori”.

I rischi sarebbero due: da un lato i soldi in cassa potrebbero finire e in assenza di accantonamenti i pensionati potrebbero restare senza pensione per un periodo di tempo imprevedibile o, con i prepensionamenti in corso, il numero dei nuovi pensionati potrebbe crescere senza che la regione sia in grado di far fronte ai pagamenti sempre per l’assenza del fondo. Dall’altro lato c’è il rischio che i Comuni non stipulino i mutui per tempo e non siano in grado di farlo o ancora che i fondi in ingresso al bilancio regionale vengano dirottati altrove per le future emergenze.

Di fatto, poi, l’assenza di accantonamenti creerebbe anche un vulnus sugli interessi maturati a vantaggio del fondo e così via. un pasticcio di proporzioni indescrivibili sul quale la bagarre in aula è ‘violenta’.

Alla fine di una mattina di bagarre politica il tagli al fondo pensioni passa ma solo per 50 milioni da destinare esclusivamente ai comuni in difficoltà per pagare i mutui in base a decreti di ripartizione che saranno varati in seguito dagli assessorati Autonomie Locali e Economia.

I 50 milioni sono aggiuntivi rispetto ad altri trasferimenti e serviranno per aiutare i comuni in dissesto, fra sapere il Presidente della regione, che distribuisce un tabella con le somme che saranno trasferite agli Enti locali nel 2016.

I comuni avranno quindi: 342 milioni fondo autonomie locali; 115 milioni per investimenti; 50 milioni per il pagamento dei mutui; 10 milioni fondo di progettazione; 100 milioni per i cantieri di servizi e 170 milioni per i precari. A queste somme si aggiungono le nuove entrate che i comuni potranno avere mediante la valorizzazione dei beni demaniali.