Venti agitati nel Pdl siciliano. In vista dell’appuntamento elettorale e nel deserto di proposte che arrivano dal Popolo delle Libertà, Mauro La Mantia, presidente regionale di Giovine Italia, l’organizzazione dei giovani che si rifanno al Pdl lancia accuse pesanti alla dirigenza: ”L’attendismo e l’immobilismo in cui versa il Pdl rischia di ricreare le stesse condizioni del disastro elettorale delle comunali di Palermo. Sarebbe un suicidio politico ripetere l’errore del sostegno ad un altro leader di un partitino autonomista, peraltro artefice della scissione del Pdl, il quale ha dato ossigeno per lungo tempo a Raffaele Lombardo. Non ci sono neanche i tempi per candidature improvvisate di tecnici che, come dimostra il flop di Massimo Costa a Palermo, non riscontrano il consenso popolare”.

Ma poi La Mantia va giù duro contro un esponente di spicco del popolo della Libertà: ”Abbiamo sempre sostenuto – continua La Mantia – il metodo delle primarie per la scelta del candidato. Nel prendere atto che per motivi di pura miopia politica, il partito ha scartato questa ipotesi riteniamo che il segretario nazionale Angelino Alfano debba intervenire in prima persona rompendo gli indugi e indicando il candidato. A lui consigliamo di scegliere una figura di rilievo del partito siciliano senza cedere al ricatto di chi si è autocandidato, come Innocenzo Leontini, minacciando la fuoriuscita dal Pdl. E’ il momento del coraggio e della voglia di tornare a vincere per dare speranza alla Sicilia”.

La replica del capogruppo del Pdl all’Ars non si fa attendere: ”Sto cercando di capire la ratio, il filo logico, che ispira le dichiarazioni dei Giovani del Pdl per bocca del presidente regionale, La Mantia. Dopo un’analisi politica piuttosto valida che lo porta a una buona lettura del risultato elettorale delle amministrative ultime - continua Leontini – La Mantia ricorda di aver sempre sostenuto il metodo democratico delle primarie e, senza riprendere fiato, invita Alfano a una scelta verticistica, esortandolo a indicare il candidato a presidente della Regione per le consultazioni di ottobre. Una contraddizione fin troppo evidente“. Leontini conclude con una spiegazione: “D’altro canto, quale altro modo ci sarebbe se non quello dell’autocandidatura, se si volesse partecipare alle primarie?…”.