La Procura di Catania allo stato non vuole archiviare

Iblis, concorso esterno: chiuse le indagini sul Governatore Lombardo

Lombardo

9 aprile 2011 -  Un avviso di conclusione delle indagini per concorso esterno in associazione mafiosa nell’ambito dell’operazione Iblis è stato notificato al presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo dalla Procura di Catania. Complessivamente sono 56 gli indagati per i quali le indagini sono considerate chiuse.
I magistrati della procura distrettuale etnea hanno notificato la notte scorsa ai fratelli Raffaele e Angelo Lombardo l’avviso di fine indagine, firmato dai sostituti Giuseppe Gennaro, Antonino Fanfara, Agata Santonocito e Iole Boscarino.

L’avviso di conclusione delle indagini, codice di procedura penale alla mano, significa che la Procura non sembra affatto intenzionata a chiedere l’archiviazione dell’inchiesta. L’art.415-bis, infatti prevede che “il pubblico ministero, se non deve formulare richiesta di archiviazione ai sensi degli articoli 408 e 411, fa notificare alla persona sottoposta alle indagini e al difensore avviso della conclusione delle indagini preliminari”. Lombardo, ha adesso la possibilità di visionare tutte le carte dell’accusa e, entro 20 giorni, ha facoltà di presentare memorie, produrre documenti, depositare documentazione relativa ad investigazioni del difensore, chiedere al pubblico ministero il compimento di atti di indagine, nonché di presentarsi per rilasciare dichiarazioni ovvero chiedere di essere sottoposto ad interrogatorio. Se l’indagato chiede di essere sottoposto ad interrogatorio il pubblico ministero deve procedervi”. Poi la procura, che allo stato non intende chiedere l’archiviazione al Gip, deciderà se formalizzare richiesta di rinvio a giudizio al Gup ovvero richiesta di archiviazione al giudice per le indagini preliminari.


L’inchiesta Iblis, condotta dal Ros dei Carabinieri nel novembre dello scorso anno riguarda presunti appartenenti a Cosa nostra e presunti rapporti con esponenti politici, amministratori e imprenditori. Nell’ambito dell’operazione venne arrestato anche il deputato regionale del Pid, Fausto Fagone (proprio ieri la Cassazione ha rigettato la sua richiesta di scarcerazione).
Centro focale dell’inchiesta dei carabinieri è il boss Vincenzo Aiello della cosca Santapaola e si basa sulle dichiarazioni di due pentiti: Eugenio Sturiale e Maurizio Avola.
Secondo alcune indiscrezioni giornalistiche la procura etnea, in passato, avrebbe pure chiesto l’arresto del Governatore che sarebbe stato respinto dal Gip. Sulla vicenda Lombardo è pure intervenuto all’Ars sostenendo di essere vittima di ”uno stillicidio di insulti ispirato da un tavolo trasversale ai partiti per far cadere il Governo e la legislatura con mezzi politici, o mediatico-giudiziari o anche fisicamente”. Secondo il governatore della Sicilia la ”campagna contro” sarebbe partita per la ”riforma della Sanità e per avere bloccato appalti per i rifiuti in cui aveva interesse la mafia”.
L’ex procuratore di Catania, Enzo D’Agata, che ha condotto l’inchiesta fino a qualche settimana addietro, interpellato da BlogSicilia dice “io sono ormai in pensione non sono più il procuratore capo a Catania. Le notizie le apprendo dai giornali e dalle agenzie di stampa… Lo apprendo da lei”.
“Nessun commento” anche dal procuratore capo facente funzione di Catania, Michelangelo Patanè.

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