“Lo spoil system non può essere persecuzione”. Un principio di base corretto. Ma a rilanciare oggi questa frase è addirittura l’ex Presidente della Regione Rosario Crocetta. Un tentativo di difesa dei suoi nominati?

Incredibile a dirsi ma Crocetta su facebook ‘rivendica’ il suo comportamento 5 anni fa all’insediamento “Quando cinque anni fa mi insediai al governo della Regione – scrive – in molti mi chiesero quale atteggiamento avrei avuto nei confronti dei dirigenti e funzionari che avevano avuto ruoli nei governi precedenti. Risposi a tutti che avrei scelto sulla base del rispetto delle loro competenze e capacità. I burocrati non sono funzionari di partito o dipendenti del governo di turno, ma, semplicemente, dipendenti della Regione, che non diventa proprietà di chi vince le elezioni, ma viene governata da chi è stato eletto”.

Un principio generale che lui sostiene di aver enunciato ed applicato ? “Solo che il governo della cosa pubblica si esercita nel rispetto del principio di separazione delle competenze amministrative da quelle gestionali – continua il governatore che segnò i primi mesi con licenziamenti a raffica e rotazioni selvagge senza il minimo rispetto dei dipendenti di qualsiasi genere, ordine e grado – Per tali ragioni non mi sono posto quali orientamenti politici avessero i burocrati, a questi ho chiesto soltanto impegno e leale collaborazione, ritenendo persino
che avere collaboratori di orientamento politico diverso dal mio, costituisse un maggiore fattore di efficienza e trasparenza”.

“E così è stato – dice proprio Crocetta -. Un governo è libero di scegliere i propri collaboratori e non sarò io a parlare di cerchio magico, quando saranno scelti, ma guai a far pagare ai dipendenti regionali, presunte, quanto inesistenti, collocazioni politiche, con l’obbiettivo, neppure tanto celato, di dare una sterzata politicistica alla gestione amministrativa, tutto ciò non avviene da almeno dieci anni e spero che non ci sia un tragico ritorno al passato”.

ggi Crocetta si ric orda la buona educazione istituzionale ma solo quando a rischio ci sono i suoi amici e gli ultimi nominati “Ai dirigenti – sostiene oggi (ma non cinque anni fa) bisogna chiedere soltanto professionalità, impegno, trasparenza, non una tessera di partito”.

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