Per la sua terza edizione il Festival Teatro Bastardo, diretto da Giovanni Lo Monaco, torna con 13 diversi spettacoli per tre settimane di festival, con compagnie affermate nel panorama del teatro contemporaneo e autori emergenti della scena europea. Il Festival si svolgerà a Palermo dal 5 al 22 ottobre.

Numerose e importanti le collaborazioni con le istituzioni culturali siciliane, grazie alle quali il festival marca quest’anno un’ulteriore crescita, riuscendo a raddoppiare gli spettacoli proposti nell’edizione precedente e guardando concretamente alle attività future.

Il teatro contemporaneo sarà ancora una volta protagonista del percorso di indagine sul tema del “confine” che attraversa, come un filo rosso, le prime tre edizioni del festival con nuove proposte e provocazioni. I nuclei tematici intorno ai quali si sviluppa il festival quest’anno affronteranno argomenti di stringente attualità, da punti di vista coraggiosi e sorprendenti, come l’orientamento sessuale e di genere, la morte, la diversità, la marginalità.

Introduce al festival uno spettacolo fuori programma, in collaborazione con il Festival delle Letterature Migranti, Lingua di Cane di Giuseppe Cutino e Sabrina Petyx (4 ottobre ore 21.00 | Teatro Biondo), dove il confine è la soglia tangibile che i migranti attraversano lasciando alle spalle la loro vita precedente.

Tra le compagnie e gli artisti presenti ricordiamo, per la sezione Senior: Scena Verticale, compagnia fondata da Saverio La Ruina, Roberto Latini, i Motus, Fibre Parallele; per la sezione Junior, dedicata alla scena emergente, Giovanni Carta con uno spettacolo di Luana Rondinelli, Maniaci d’amore, il Teatro dei Gordi. Ben tre gli spettacoli che saranno presentati in prima nazionale, tutti di compagnie straniere che hanno scelto il Festival per il debutto italiano dei loro nuovi lavori; si tratta di Simone Mannino, artista di origine palermitana che, con Atelier Nostra Signora presenta per la prima volta il lavoro liberamente ispirato a “La macchina Infernale” di Jean Cocteau; Grégory Pluym, giovane autore emergente della scena contemporanea francese con La Française des jeux a un lien avec le Christ e, infine Living happily ever after della nota compagnia tedesca di “physical theatre” KimchiBrot Connection.

Insieme ai temi declinati, il festival conferma la sua attenzione all’infanzia come spazio dell’immaginazione da coltivare, con la sezione «CHILDREN», in collaborazione con il Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino.