E’ stretto tra due fuochi Angelino Alfano che resta nel mirino di centrodestra e centrosinistra per quel “bottino” di voti che in Sicilia potrebbe fare la differenza.

Ieri il ministro degli Esteri, al termine di un Consiglio dei ministri, ha avuto ulteriori contatti con diversi big del Pd tra cui Lorenzo Guerini e Graziando Delrio, gli stessi con cui aveva parlato la scorsa settimana e dai quali aveva ricevuto garanzie in vista delle Politiche 2018 per superare il muro dello sbarramento.

Ieri dal Nazareno non hanno nascosto l’ottimismo parlando di “sostanziali e concreti passi in avanti” perché sul piatto non c’è solo la Sicilia.

La partita, confermano da Area Popolare, è tutt’altro che chiusa soprattutto perché dentro il partito i malumori ed il rischio di spaccature per una convergenza con il Pd non sono elementi che passano in secondo piano. Sono diversi gli esponenti di rilievo di Ap che guardano più a destra che a sinistra.

Va detto però che se Alfano dovesse optare per un candidato come Caterina Chinnici, nome tornato i auge dopo i rumors di circa un mese fa grazie alla spinta del sindaco di Palermo Leoluca Orlando, oltre al sostegno dei Dem avrebbe anche quello dei partiti più a sinistra anche se sarà interessante capire come reagirà Rosario Crocetta, di fatto in campagna elettorale.

Sull’altra sponda, nel centrodestra, molto si saprà dopo il pranzo di lavoro in programma oggi ad Arcore a cui partecipa anche il commissario siciliano di Fi, Gianfranco Micciché che non rinuncia a chiudere con Area Popolare e per la quale è arrivato ai ferri corti con il candidato di Diventerà Bellissima, Nello Musumeci, che sostenuto da FdI e Salvini ospiterebbe gli alfaniani solo sotto le insegne di liste civiche anche se le parole di apertura al dialogo del leader di #Db dopo lo strappo di venerdì scorso lasciano aperta ogni opzione.

ELEZIONI IN SICILIA ECCO IL SONDAGGIO