All’unanimità la direzione regionale del Pd ha approvato un ordine del giorno, proposto dal segretario regionale Fausto Raciti, col quale si delibera il sostegno dei dem alla candidatura di Fabrizio Micari a presidente della Regione siciliana. Presente il coordinatore della segreteria nazionale del Pd, Lorenzo Guerini.

Si è conclusa così, senza sorprese e dopo aver smorzato ogni tensione ed ogni distinguo, la direzione del partito alla quale ha preso parte anche il coordinatore nazionale Lorenzo Guerini inviato da Roma a calmierare qualsiasi tentazione di distinguo (GUARDA QUI L’INTERVISTA A GUERINI).

La direzione regionale del Pd “riconosce la qualità del lavoro di governo di questi anni come base di un progetto di cambiamento sul quale continuare a lavorare – si legge nell’ordine del giorno approvato – Ringrazia il presidente uscente della Regione Rosario Crocetta per essere stato protagonista di questa esperienza e per avere creato le condizioni di una alleanza competitiva nella prossima tornata elettorale. Ringrazia gli assessori del Pd per l’egregio lavoro svolto e per gli importanti risultati conseguiti sui quali va proseguito il lavoro. In tal senso auspica la candidatura degli stessi nelle liste del Pd testimonianza della serietà con la quale intendiamo presentarci agli elettori, costituendo, ove necessario, il presente ordine del giorno dello statuto regionale del Pd”.

Dopo il passo indietro di Crocetta che adesso si sente liberato, dopo il recupero anche di Fabrizio Ferrandelli che torna a confluire nel centro sinistra dopo aver girato l’arco costituzionale, la situazione torna ad essere chiara. Il centrosinistra sceglie la continuità rispetto al governo Crocetta, marca l’importanza del lavoro fatto e inserisce le liste del Megafono nella coalizione, grazie alla mediazione di renzi in persona. Riporta a casa i Coraggiosi di ferrandelli e stringe una alleanza con Ap dove, però, alcuni deputati scalciano per andare a destra, ma perde irrimediabilmente la sinistra dellos chioeramneto con la quale ha fatto la corsa al Comune di Palermo.

Non sembra destinato ad andare a buon fine l’appello di Micari a Fava. Il candidato di Rifondazione, Sinistra Italiana e soprattutto di Mdp non è disposto al dialogo fino a quando nella coalizione ci sarà Alfano e qualche problema lo crea perfino Crocetta

A chiarire definitivamente la posizione ci pensa il leader nazioanle di Mdp, Bersani “A Guerini abbiamo detto: in Sicilia uniamo tutte le forze di centrosinistra per cercare una candidatura fuori dallo spettro Pd e se è così noi ci siamo. Ma il giorno dopo il Pd ha fatto un accordo a Roma, non in Sicilia”.

 “Il Pd – ha concluso Bersani – in Sicilia ha scelto Alfano, al posto della sinistra”.

Definito il quadro dei canditati presidente la corsa sarà, chiaramente a quattro (con i primi tre a sfidarsi per la vittoria) Musumeci, Cancelleri, Micari e Fava. Dietro di loro una pletora di candidati indipendenti: Sgarbi, Busalacchi, La Rosa, Pinsone, Lo Iacono, Fiumefreddo. Dieci candidati dopo che dall’agone si sono ritirati in quattro per convergere all’interno degli schieramenti di sinistra, centro sinistra e centro destra ovvero Navarra, Crocetta, Armao e Lagalla.

Ora parte la corsa alla formazione delle liste. Il termine per la presentazione è fissato al 5 ottobre. Il decreto di indizione dei comizi riporta al minimo i tempi fra la presentazione delle candidature e il voto: 30 giorni. C’è, dunque, un mese per le scelte, le pratiche, la raccolta delle firme per movimenti e pariti indipendenti. E soprattutto per le trattative sui listini in particolare per i tre candidati che corrono per vincere e che potrebbero automaticaente aprire le porte dell’Ars a sei persone. Si perchè la prossima Assemblea avrà 70 deputati. Uno sarà il presidente eletto che porterà con se i sei membri del suo listino, uno il primo dei candidati presidente sconfitti e gli altri 62 arriveranno dalle liste.

oggi, intanto, a Palermo il segretario nazionale dell’Udc Lorenzo Cesa ed il presidente commissario regionale del partito, Antonio De Poli, presenteranno il “Progetto Sicilia” ufficializzando le liste regionali in vista delle prossime elezioni. “La strategia del partito è chiara – ha dichiarato il presidente nazionale Antonio De Poli – riposizionare lo
scudo crociato confermando il suo ruolo ed i suoi valori. Le amministrative di Palermo ed i risultati nazionali sono stati un banco di prova che hanno dimostrato la tenuta del simbolo in un magma di partiti. Gli elettori hanno dato ulteriore fiducia ai principi espressi dallo scudo crociato. Consapevoli del ruolo e rivolti verso un’area di centro destra abbiamo puntato ad un progetto unitario che sarà portato avanti da Nello Musumeci candidato del programma e dei nostri valori. Presenteremo le liste Udc in tutte le provincie siciliane consapevoli che il vento favorevole che soffia sul centro destra possa garantire quell’ “area di centro” che ha avuto un ruolo nevralgico nell’assicurare equilibrio ed unitarietà. C’è un rinnovato interesse del nostro partito verso la realtà siciliana. L’Isola, dalle grandi potenzialità, merita una diversa politica per ricostruire un nuovo futuro, compiendo scelte nell’interesse dei cittadini.

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