Il ricordo del presidente dell'Ars

Il presidente Cascio: "La Loggia influenzò la storia della Sicilia"

cascio_aula2 (foto di gianfranco modica)

8 settembre 2011 -  La seduta all’Ars, dedicata a Giuseppe Loggia, è stata aperta dal presidente dell’Ars, Francesco Cascio. Ad ascoltarlo il presidente Giorgio Napolitano, seduto tra l’arcivescovo di Palermo, Paolo Romeo, e il sindaco di Palermo, Diego Cammarata.

Cascio ha ricordato l’ex governatore siciliano, dal 1956 al 1958: “Influenzò la storia dell’Isola ed il suo impegno è più che mai attuale per respingere ogni intenzione di separare la Sicilia dal resto del Paese. Il suo fu un agire politico, ricostruito sugli ideali del Risorgimento che, oggi, è nostro dovere magnificare”.


Tenere fede alle sue idee di solidarietà nazionale è di indubbio conforto – ha affermato Cascio  -. Il richiamo fondamentale all’Unità è stato uno dei capisaldi dei principi di La Loggia, per cui l’autonomia siciliana deve porsi sul piano dello sviluppo”.

Infine, il presidente dell’Ars ha sottolineato che “la sensibilità di La Loggia, convinto europeista e riformatore, ci ha lasciato un tesoro di ideali che dobbiamo tramandare. E celebrarlo significa sperare in un sussulto di responsabilità per la classe politica siciliana“.

Dopo l’intervento di Cascio, ci sono state le prime parole del co-direttore del Giornale di Sicilia, Giovanni Pepi, moderatore dell’incontro: “Da questa sala parte il messaggio forte di ciò che la Sicilia vuole essere. La Loggia nell’ottobre del 1943 firmò il manifesto anti-separatista redatto dal padre Enrico, in nome del fatto che la Sicilia vuole mantenere intatta l’Unità d’Italia. Oggi, nel rilanciare l’idea di autonomia, dobbiamo pensare: ‘Si cresce in un Paese solo se aziende e territori si integrano“.

WG e VF

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