I giudici della sezione giurisdizionale della Corte dei Conti hanno condannato in primo grado Giuseppe La Rocca e, Desiderio Capitano, rispettivamente responsabile finanziario, ex sindaco a risarcire il Comune di Caccamo (Pa)  per diversi illeciti e irregolarità commesse nella gestione economica e finanziaria dell’ente locale.

L’indagine della procura contabile, guidata da Gianluca Albo, prende il via da diverse segnalazioni inviate dal sindaco Andrea Galbo tra il mese di settembre del 2012 e l’aprile del 2013.

Sotto la lente della procura sono finiti numerosi mandati privi si documenti giustificativi e con causali generiche. Mandati emessi in favore dello stesso Giuseppe La Rocca di 16 mila euro o verso la moglie del sindaco Desiderio Capitano, Maria Stella Bondì per il rimborso di 32 mila euro del canone fognario e di depurazione del condominio in contrada Corvo serra Vaccara”.

O ancora contributi nei confronti di famiglie bisognose senza i documenti che giustificassero l’esborso delle somme per circa 43 mila euro.

Sono state contestate al dirigente comunale i mandati alla Infoservice Pont per circa 388 mila euro.  I giudici della Corte dei Conti presieduta da Luciana Savagnone (Igina Maio relatore, Paolo Gargiulo referendario) hanno condannato Giuseppe La Rocca a risarcire 474 mila euro.

L’ex sindaco Capitano e lo stesso Giuseppe La Rocca a risarcire 160 mila euro in solido. Infine il funzionario amministrativo La Rocca il sindaco e il consigliere comunale Michele Geraci sono stati condannati a pagare 2 mila e 800 euro. Inoltre il sindaco Desiderio Capitano è stato condannato a pagare al Comune 32 mila euro per il danno di immagine.