a blogsicilia lo sfogo del fratello Pietro

In un letto da nove anni, adesso senza pensione. La storia di Salvatore Crisafulli

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30 gennaio 2012 -  Rabbia ed indignazione. Basta conversare qualche minuto con Pietro Crisafulli per percepire l’angoscia di chi, per l’ennesima volta, si trova costretto a pensare di essere stato abbandonato dalle istituzioni. Pietro Crisafulli è il fratello di Salvatore, quarantaseienne catanese immobilizzato dal 2003 a causa di un gravissimo incidente stradale. E’ cosciente Salvatore, pensa e sogna ma non può esprimersi – lo fa soltanto attraverso un sofisticato software – nè muoversi. La diagnosi per lui, è di disabilità grave assimilabile allo stato di Locked-in (uomo imprigionato nel proprio corpo).

Una situazione di difficoltà estrema alla quale si aggiunge un provvedimento che ha tutto il sapore della beffa. Come era già accaduto nel 2009 e nel 2010, a Salvatore Crisafulli è stata sospesa la pensione di invalidità. La motivazione? Squisitamente burocratica. La sospensione sarebbe da attribuirsi infatti, alla mancata presentazione, da parte del disabile, della dichiarazione dei redditi nei tempi previsti dall’articolo 13 comma 6 lettera C della legge 122/10).


Ma c’è di più: sospesa, per la stessa motivazione, la pensione di invalidità alla madre di Salvatore, la signora Angela, 75 anni. E’ lei, nella piccola abitazione di Catania, a prendersi cura di Salvatore 24 ore al giorno.
Per madre e figlio dunque, nessuna fonte di sostentamento.

“Vigliacchi – dice Pietro Crisafulli – stanno facendo tutto questo ad un uomo che vive in una bara non sepolta. Come facciamo a credere ancora alle istituzioni? Mio fratello Salvatore è straziato, non riesce a capacitarsi che si sia arrivati a tanto”.

La legge spesso, colpisce i più deboli. Ma la vicenda raccontata ha a dir poco del paradossale. A Salvatore infatti, la pensione era già stata sospesa, nel 2009 e nel 2010. “A causa di un errore informatico”. Poi, le pubbliche scuse della sede Inps di Catania, e adesso, ci risiamo.

Pretendono – continua Pietro – la dichiarazione dei redditi da un uomo che vive in un letto da 9 anni. Quale reddito può produrre Salvatore?“. La famiglia Crisafulli si è già opposta al provvedimento, affidandosi all’avvocato Gisella Scollo del foro di Catania, ma “la situazione non si sbloccherà prima che siano trascorsi almeno 2 mesi”. E allora?

Se entro l’1 febbraio – commenta Pietro – l’Inps non provvederà a fare un bonifico a Salvatore e mia madre, entrambi non potranno più sopravvivere. Viviamo nel Paese dei falsi invalidi, e l’Inps gli dà la caccia. Ma come possono, togliere le risorse per vivere proprio a Salvatore?”

In Italia, e non è difficile rendersene conto, c’è chi approfitta percependo quanto non gli è dovuto e chi invece deve faticare per avere ciò di cui ha diritto. La storia di Salvatore lo conferma. Innumerevoli volte, nel corso degli anni, è stato chiamato proprio dall’Inps per la visita di revisione, per accertare in poche parole, se sussistessero ancora le condizioni patologiche che giustificassero il suo diritto alla pensione di invalidità.

“Un calvario – conclude Pietro – in piena regola. E tutto per avere 600 euro al mese. Ogni qualvolta hanno sentito – l’accusa è sempre all’Inps – che Salvatore otteneva qualche piccolo miglioramento, scattava la convocazione per la visita di revisione. Forse speravano nel miracolo per non erogargli più la pensione. Anche noi ci speravamo, affinché tornasse alla sua vita di sempre. Il miracolo purtroppo non c’è stato”.

“La mia speranza è la vita”: questo uno dei tanti messaggi che Salvatore Crisafulli, nel corso degli anni, ha lanciato all’opinione pubblica. Vuole vivere Salvatore, non si è mai arreso, nonostante tutto. Non a caso, insieme al fratello Pietro, ha fondato la Onlus “Sicilia Risvegli”, impegnata in prima linea per la difesa delle migliaia di persone in stato vegetativo o incapaci di esprimersi e muoversi a seguito di un grave trauma.

Oltre 300 soggetti in Sicilia, circa 4000 in tutta Italia. Un esercito che combatte silenziosamente, dal proprio letto ma che chiede attenzione ed aiuto. L’esempio della forza della vita di migliaia di uomini e donne, malgrado la catastrofe che li ha travolti.

3 commenti a "In un letto da nove anni, adesso senza pensione. La storia di Salvatore Crisafulli"

  • Antonina scrive: 30 gennaio 2012 16:26

    When I visited Sicily many years a go I took notice that one seldom saw any one in a wheel chair, there where no ramps for accessibly. I commented on this and it was put to me that the government does nothing to help the disabled become more able-bodied , services are limited and constantly taken away, The government hopes that they { the disabled will quietly disappear into the night } as they have no voice to speak for them ,there own voices are drowned in a sea of passing the buck and red tape.

  • giuseppe scrive: 30 gennaio 2012 16:35

    La posizione del governo e della chiesa nei riguardi del Sig. Englaro era solo farisaica. Questa è la sacra verità! Non era una posizione che voleva privilegiare la vita , ma autorizzare enti vari, religiosi anche, a gestire risorse senza rendere conto a nessuno. La vostra esperienza è una prova eclatante di questo pietismo crudele. Non hanno alcun metro umano! Trasformano ogni cosa in un affare!

  • franco scrive: 30 gennaio 2012 18:29

    Queste cose accadono, perche’ gli uffici preposti non si scambiano i dati, anche a mio figlio e’ successo, io ho fatto notare a queste persone preposte ai controlli, che ci sono leggi e decreti legislativi che esentano da vari controlli questi soggetti, che non potranno mai avere guarigione, magari potessero guarire, noi saremmo i primi a dare la pensione agli altri pur di avere i nostri parenti guariti, ma queste cose accadono in tutta Italia non solo da noi.

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