Di scena il segretario particolare dell’assessore regionale alle Infrastrutture e trasporti, Giuseppe Montalto, davanti ai magistrati dopo l’arresto e l’invio ai domiciliari nell’ambito dell’inchiesta Mare Monstrum.

Montalto è stato raggiunto dal provvedimento interdittivo venerdì insieme all’arresto dell’armatore Ettore Morace e ad un altro provvedimento di arresti domiciliari notificato al deputator egionale e candidato sindaco di Trapani Girolmo Fazio.

Montalto ha risposto alle domande difendendosi: “Non c’è stato nessuno scambio di favori. Il giornalista Piero Messina l’ho segnalato a Ettore Morace perché sapevo che aveva bisogno di un ufficio stampa – ha raccontato – per quanto riguarda la vicenda di Marianna Caronia, è vero mi ha contattato ma io non potevo fare nulla. Non ero io a decidere”.

Nell’inchiesta c’è anche, infatti, l’ex deputato regionale Marianna Caronia, candidata al consiglio comunale di Palermo, che – secondo il pm Luca Battinieri – avrebbe ottenuto da Morace, tramite l’intercessione di Montalto, una liquidazione superiore a quello che le spettava dopo la fine del rapporto con “Siremar spa”, società marittima acquistata dall’armatore. Una parte del tfr, poi, le sarebbe stato dato grazie alla fattura di una prestazione da lei mai assicurata.

Sempre secondo l’accusa, il potere di Morace era tale da riuscire a bloccare la nomina all’Ars di un consulente a lui sgradito, grazie alle pressioni di Fazio e di Montalto che, in cambio, avrebbe piazzato amici come il giornalista Piero Messina all’ufficio stampa della compagnia. Davanti al gip deve ancora comparire Fazio, come Montalto ai domiciliari. in precedenza aveva risposto per oltre quattro ore alle domande dei magistrati Ettore Morace che si trova in carcere.

Nell’inchiesta risultano indagati anche altri funzionari regionali fra cui il presidente dell’Ast e fedelissimo di Crocetta Massimo Finocchiaro, il sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti Simona Vicari dimessasi e che ha chiesto alla giunta per le autorizzazioni di concedere l’suo delle intercettazioni a suo carico alla procura di Palermo, il Presidente della Regione Rosario Crocetta che invece non si è dimesso e respinge ogni accusa e dovrà essere sentito a giugno in  base ad un invito a comparire che gli ha notificato la procura