“Sono il primo presidente della Regione che prende una tangente con un bonifico. Mi autoproclamo il primo presidente coglione della Regione Siciliana”. A meno di ventiquattro ore dalla notizia relativa al suo coinvolgimento nell’indagine Mare Monstrum, Rosario Crocetta reagisce così. In modo colorito.

Il presidente della Regione ieri a tarda sera ha convocato una conferenza stampa, a cui ha partecipato anche l’avvocato Vincenzo Lo Re, in cui ricostruisce la vicenda confermando di avere ricevuto un invito a comparire.

“Mi si contesta un possibile favoreggiamento della compagnia di Morace ha fatto un bonifico di 5 mila a favore del mio movimento politico. Sarebbe la prima tangente della storia fatta con un bonifico. Bonifico che lunedì sarà restituito. Questa è l’unica cosa che mi si contesta. L’avvenuto bonifico è la prova contraria. Anche Morace scrive in bilancio che ha fatto il bonifico. Un versamento trasparente. Solo questo mi viene contestato. Non c’è una conversazione tra me e le persone indagate”.

Come aveva anticipato ieri alle agenzie poco dopo la notizia del suo coinvolgimento nell’inchiesta, Crocetta ricorda che nel corso di questi quattro anni “abbiamo risparmiato quasi 78 milioni di euro nel trasporto marittimo”.

Poi contrattacca: “Non credo che la Liberty Lines possa essere contenta del mio lavoro. Non sono salito sulla barca di Morace. Non mi piace andare sulle barche. Un albergo a Filicudi non è equivale a una vacanza a Dubai, ma io sono stato in albergo e ho pagato. Porterò in tribunale le testimonianze degli albergatori. La mia presenza su una barca è falsa. Una vacanza a Filicudi a settembre costa 80 euro al giorno”.

L’avvocato Vincenzo Lo Re nel corso della conferenza con il presidente della Regione, ha spiegato che l’atto notificato a Crocetta non è “un avviso di garanzia, ma di un invito a comparire. Questo ci consentirà di chiarire nei prossimi giorni quanto viene contestato. Questo ci consente a dire che non c’è riferimento a giri in barca e vacanze”.

Il legale spiega quindi che “nell’invito a comparire non vengono contestati atti dell’amministrazione. L’unica cosa è solo il contributo che è stato dato da Morace al movimento del presidente della Regione”.

“Nelle intercettazioni non c’è una sola conversazione mia, non solo con Morace ma con nessuno degli indagati. Che rapporti ho con Di Caterina (Marcello, uomo dello staff dell’ex sottosegretario Simona Vicari, ndr)? Zero, non lo conosco. Perché Morace mi indica? Forse per millantato credito. Io non so nulla di questi emendamenti, non c’è alcuna conversazione con Morace né con altri indagati”.

L’ha detto in conferenza stampa il presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta. Il governatore parla anche dei suoi rapporti con il consulente dell’assessorato alle Infrastrutture, Giuseppe Montalto, arrestato ieri: “Non ero contento della sua nomina e della sua riconferma; è lo stesso uomo che il giorno dopo il falso scoop sulla vicenda Borsellino, ha portato dai carabinieri l’autore dell’articolo, Piero Messina, accreditandosi come uomo che ha relazioni con le forze dell’ordine. Non pensate che io abbia gradito la conferma della nomina di Montalto da parte dell’assessorato, dopo quello che era accaduto; ma io non sono una persona vendicativa”.

In merito alle elezioni di Trapani su un possibile rinvio il presidente ha ribadito che non spetta alla politica prendere questa decisione.

“Non c’è alcuna possibilità amministrativa che la Regione possa spostare le elezioni in conseguenza di fatti giudiziari. Una mia interferenza su altri organi sarebbe impossibile, sarebbe impossibile perfino per me chiedere al ministro dell’Interno un rinvio perché andrei ad interferire anche nel lavoro dei prefetti. Sarebbe possibile rinviare la data delle elezioni solo per infiltrazioni mafiose che si prospetterebbero in merito ai candidati. Non è mia competenza accertare questo sulla vicenda di D’Ali, non sono valutazioni che può fare la politica, spetta ad altri organi”. Lo ha detto il presidente Crocetta in conferenza stampa.

E sulla richiesta di dimissioni avanzata da Ugo Forello, candidato a sindaco per il movimento Cinque Stella al Palermo il presidente Crocetta risponde in modo piccato.

“Uno che si è candidato quando era indagato. La Raggi che ha un rinvio a giudizio per questioni note, fra l’altro avrebbe ricevuto due polizze da 80 mila euro. Io fra l’altro ho ricevuto un contributo trasparente e documentato con un bonifico bancario che non voglio dire che non sapevo. Io non appartengo a quei politici che trovano scusa che trovano inaccettabili. Chiedessero le dimissioni della Raggi. Qui siamo ad un invito a comparire,  speculazioni da campagne elettore indegne di un movimento che ha una doppia morale. Quando i problemi gravissimi riguardano loro non c’è nulla. Quando c’è la pagliuzza attraversa l’occhio dell’altro allora bisogna demolire. Guardassero la trave anzi le travi che hanno negli occhi in diverse città dove amministrano”.