La beatificazione di padre Pino Puglisi potrebbe tenersi a Palermo. Lo ha annunciato nel pomeriggio il cardinale Paolo Romeo, arcivescovo di Palermo, nel corso della conferenza stampa che si è appena conclusa al palazzo arcivescovile del capoluogo siciliano. “Una beatificazione attesa da tempo che rappresenta – ha detto Romeo – un orgoglio per la chiesa di Palermo”.

Stamane infatti, Benedetto XVI ha autorizzato la Congregazione per le Cause dei Santi a promulgare il decreto per il martirio del servo di Dio Pino Puglisi, “ucciso – si legge nella nota ufficiale dell’Arcidiocesi – in odium fidei”, ovvero in odio della fede, “perché – ha spiegato Romeo – la fede è perdono, condivisione, rinascita in opposizione alla cultura mafiosa, ai principi di una società parallela dell’anti-vangelo”.

All’arcivescovado di Palermo c’è commozione, la stessa di molti sacerdoti e fedeli presenti che ebbero modo di conoscere Pino Puglisi e che oggi ne ricordano “la straordinaria pacatezza, la capacità di stare vicino a ciascuno e farlo sentire unico, come lo è ogni essere umano”.

Il parroco di Brancaccio venne ucciso dalla mafia il 15 settembre 1993, giorno del suo 56° compleanno, sotto casa, in piazza Anita Garibaldi. A sparare contro di lui Giuseppe Grigoli, su ordine dei fratelli Graviano, i boss del quartiere a cui il parroco, specie dopo l’apertura del Centro Padre Nostro, sottraeva manovalanza destinata alla criminalità. Dare un’opportunità ai ragazzi di Brancaccio, farne degli uomini onesti anziché dei criminali: un intento perseguito tenacemente da don Pino e che segnò, la sua condanna a morte. Non è ancora stata stabilita la data della beatificazione ma è proprio a Palermo che potrebbe tenersi la solenne cerimonia.

“Questo è un giorno – ha aggiunto Romeo – lungamente sognato, anche dal cardinale Salvatore Pappalardo, scomparso nel 2006, profondamente legato a padre Puglisi. Sono certo che in cielo si sarà congratulato con lui dicendogli “Bravo don Pino”.

L’incontro con Pino Puglisi ha rappresentato, per molti, l’opportunità di interrogarsi sulle responsabilità individuali, sulla società, su sé stessi e l’altro, indipendentemente dalla fede religiosa.
“La sua morte – ha ribadito con forza l’arcivescovo di Palermo – rappresenta un faro di luce pronto a svelare le tenebre della mafia e dell’illegalità.
Lo hanno ucciso perché dava fastidio, perché in soli 3 anni di servizio a Brancaccio era riuscito a far sì che nel quartiere si iniziasse a respirare un’aria diversa. Pino è stato vero strumento nella mani di Dio, comunicatore di grazia, predicatore di pace”.

Dal cardinale Romeo, un monito, seguendo l’esempio di padre Puglisi, a rinnovare la propria vita e a riconoscere che “siamo circondati dalla cultura mafiosa, che dobbiamo osservare con attenzione per discernere il bene dal male”.

Attualmente, le spoglie di padre Puglisi sono custodite al cimitero di S. Orsola di Palermo. In attesa della beatificazione, l’Arcivescovado ne sta valutando la traslazione nella cattedrale della città o nella parrocchia S. Gaetano di Brancaccio, tra la gente che padre Pino tanto amò e servì sino alla morte.