In relazione all’articolo comparso ieri sul nostro sito “Il PD incontra la Latella “Azzerare subito le partecipate” nel quale viene riportata una dichiarazione del consigliere comunale Rosario Filoramo secondo il quale: «C’è un’emergenza povertà che deve essere affrontata con strumenti pubblici e non abbandonato al sistema dei banchi alimentari sempre più in mano della politica e del centrodestra che li utilizza per avvicinare il consenso elettorale», Il presidente della Fondazione Banco Alimentare onlus di Palermo Liborio Milazzo, ha inviato presso la nostra redazione la lettera riportata di seguito: Rosario Filoramo fa riferimento in modo generico alla espressione “banchi alimentari”, non a caso al plurale, volendo intendere quindi una pluralità di soggetti che fanno capo alla stessa titolazione. Occorre premettere che “Banco Alimentare” è un marchio registrato di proprietà della Fondazione Banco Alimentare onlus che è a capo della “Rete Banco Alimentare” costituita da 21 Organizzazioni regionali di cui due operanti in Sicilia tra cui quella che rappresento e che opera appunto nella Sicilia Occidentale.

Il Banco alimentare aiuta in Sicilia oltre 350.000 persone in stato di povertà e indigenza tramite 1.080 strutture caritative convenzionate che ogni giorno fanno fronte alle più varie, e spesso drammatiche, situazioni di bisogno. Nel 2011 abbiamo distribuito oltre 14.000 tonnellate di derrate alimentari grazie al “sistema” della “Rete Banco Alimentare” che in Italia, nel 2011, ha raccolto e distribuito oltre 68.000 tonnellate di alimenti a 1.500.000 persone povere tramite oltre 8.000 strutture caritative. Tutto questo è innanzitutto espressione di condivisione verso i più poveri e nasce dalla carità cristiana e dalla generosa solidarietà di tanti e senza alcun “ritorno” di consenso elettorale tantomeno, per quanto mi riguarda, riconducibile alla “politica di centrodestra”, come Filoramo afferma, senza darne alcuna prova.

Se, però, il consigliere Filoramo è a conoscenza di fatti e circostanze in grado di giustificare le sue affermazioni, per la verità abbastanza gravi, deve evidenziarle e comunicarle alla nostra associazione, se riconducibili ad essa, perché possiamo adottare tutti i necessari provvedimenti. Se così non fosse sarebbe bene che si limitasse a parlare delle cose che conosce o che dovrebbe conoscere nella sua qualità di consigliere comunale; altrimenti c’è il rischio di ingenerare sottintesi ed equivoci che fanno male sopratutto ai poveri che hanno bisogno, invece, di fatti concreti, sopratutto in questo momento di crisi, e non di diatribe politiche o di complicazioni burocratiche che, queste sì, allontanano tutti dalla politica e quindi dalla democrazia. Pur rispettando la sua impostazione statalistica dell’assistenza cogliamo l’occasione per sollecitare Firolamo a farsi maggior carico della drammatica situazione dei tanti poveri di Palermo. C’è infatti il rischio concreto che il loro grave disagio si aggravi, in attesa che gli strumenti pubblici da Lui invocati, e con i quali anche la nostra associazione collabora, siano in grado di dare quelle risposte immediate e concrete che solo il settore non profit riesce ad assicurare in Italia come a Palermo, ai poveri come ai tanti altri emarginati i quali, in attesa che lo Stato intervenga, sanno di poter fare affidamento sola sulla generosità delle persone. Il Presidente Liborio Milazzo