Doveva essere la cena della riunificazione ma sembra essersi trasformata nell’ultima cena targata Ap. La riunione informale, quasi segreta, di ieri sera a Roma fra il ministro degli esteri Angelino Alfano e i suoi maggiorenti siciliani, non è bastata a ricompattare un partito che non riesce più a stare insieme. Il passo indietro di Alfano che ha annunciato ieri a Porta a Porta la sua intenzione di non ricandidarsi da un lato offriva la possibilità di una discussione sulla leadership ma dall’altro ha, invece, dato il via libera a chi vuole tornare nel centrodestra.

La lettura l’hanno data subito, ieri sera stessa, fonti interne a Forza Italia molto vicine a Silvio Berlusconi.  “Quello di Angelino Alfano è un gesto apprezzabile, coerente con la linea scelta” aveva fatto sapere restando nell’anonimato un
esponente azzurro molto vicino proprio a Silvio Berlusconi.

Un gesto che lascia liberi  i centristi, che guardano al centrodestra, di scegliere un  ritorno rispetto al quale Forza Italia lascia “le porte aperte” era il messaggio chiaro.

E quelle porte aperte sono state subito ‘aggredite’ da molti. La voci parlano di un clamoroso saluto ad Ap ed un ritorno a destra di Giovanni la Via, l’ormai ex candidato vice presidente della Regione del centro sinistra in Sicilia. Con lui sarebbero pronti a fare il viaggio di ritorno Nino Bosco, il senatore Giuseppe Marinello e il deputato Vincenzo Garofalo. Nulla di ufficiale, per carità, ma una spaccatura evidente con i commissari e coordinatori del partito ovvero il catanese Giuseppe Castiglione e il palermitano Dore Misuraca che insistono sull’alleanza con il Pd e che adesso dovranno scegliere se restare centristi e fondersi con D’Alia e compagni e magari anche con Cardinale e soci o dar vita ad una propria formazione.

Tutti, però, concedono ad Alfano l’onore delle armi da destra a sinistra passando per il centro. Dal Pd parla il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi “Quando un uomo con l’esperienza di Alfano annuncia una scelta del genere è sicuramente meditata e anche sofferta, ma non si può che rispettare una scelta così personale. In questi anni ci ho sempre lavorato molto bene, con un rapporto di grande lealtà e per me la lealtà è un valore”.

Pierferdinando Casini spera “che adesso qualcuno capisca lo spessore umano e politico di Angelino Alfano“. Per il coordinatore di Ap Maurizio Lupi, Alfano dimostra ancora la sua serietà : “E’ stato il volto pubblico della scelta fatta da molti di noi il  17 novembre 2013, quando abbiamo dimostrato che fare politica  vuol dire anteporre l’interesse dell’Italia al legittimo  interesse del proprio partito. Una politica seria che si assume  la responsabilità di non lasciare il Paese senza governo in un  grave momento di crisi economica, una politica che si rimbocca  le maniche e collabora con partiti diversi per storia e cultura  da quello in cui militiamo per dare risposte concrete alle  famiglie e alle imprese”. Fabrizio Cicchitto sottolinea l’atto “assolutamente straordinario che  costituisce una risposta bruciante a tutti coloro che hanno sempre  attaccato frontalmente” mentre per il Ministro Lorenzin si è trattato di un gesto che “rappresenta una grandissima generosità, un atto coraggioso” forse proprio per permettere a chi vuol tornare a destra di poter andare liberamente.

Il progetto al quale sembra si stia lavorando, per non lasciare che Ap finisca per consunzione, ruoterebbe intorno al coordinatore Maurizio Lupi. In Sicilia prosegue la scelta del silenzio della senatrice Simona Vicari, la prima a contestare la lettura del dato politico di Alfano e che oggi, secondo indiscrezioni, starebbe valutando l’idea Lupi per il futuro prossimo