I cittadini di Isola delle Femmine hanno ottenuto una prima vittoria. L’accelerazione voluta dall’Enac non ha sortito l’effetto sperato. Il prefetto Giuseppe Caruso non è riuscito nel miracolo.

Mettere d’accordo Arpa, Comune, Enac e Enav è stato impossibile. Alla fine l’ha spuntata il sindaco di Isola Gaspare Portobello che era stato dipinto come un “irresponsabile”.

Il primo cittadino si è messo di traverso per evitare l’installazione di un’antenna per il rilevamento del “wind shear”. Un’antenna alta 35 metri con un parabola di dieci metri di diametro. Un sistema radar per aumentare i sistemi di sicurezza nell’aeroporto Falcone Borsellino ed evitare che gli aerei in fase di atterraggio, in caso di determinate condizioni meteo (soprattutto con forte vento), potessero uscire fuori pista, com’è successo all’Airbus della Wind Jet il 24 settembre scorso.

Gaspare Portobello, sindaco di Isola delle Femmine, è stato aggredito da tante istituzioni, rappresentato quasi come il responsabile della tragedia sfiorata. Poi dalle carte della commissione regionale e dall’Arpa si scopre che le cose non stanno come sono state rappresentate.

Il primo ad accorgersene nell’incontro in prefettura è stato lo stesso prefetto di Palermo Giuseppe Caruso. “Se avete un pronunciamento positivo del Tar – rivolto ai rappresentanti di Enav – perché non avete iniziato l’installazione?”

Alla domanda i tecnici dell’Enav non hanno risposto. “Forse perché – dice il sindaco Portobello– le cose stanno in modo diverso. La zona scelta era fino ad alcuni anni fa una base militare Nato e l’Enav aveva ottenuto un comodato d’uso di 500 metri quadrati. E’ questo il vero motivo per cui devono installare lì le apparecchiature”.

D’altro canto la commissione dell’Ars, voluta dal presidente della Regione Raffaele Lombardo per fare chiarezza, nelle conclusioni scrive che la localizzazione non è ottimale. “Gran parte importante dell’aeroporto risulterebbe non coperta”.

Una affermazione che stride con quanto dicono da Enav che l’antenna va montata in quel punto nel territorio di Isola delle Femmine perché è il posto migliore. Solo lì e non in un altro posto dei 20 chilometri che separano il paese marinaro dall’aeroporto.

La ciliegina in questa vicenda arriva dalla seconda relazione. Quella dell’Arpa chiamata a dare risposte alle ansie dei cittadini che dovrebbero convivere con un impianto a onde elettromagnetiche. La legge consente delle irradiazioni di 6 volt metro. “I valori di campo generati – scrivono i tecnici dell’Arpa – considerando la potenza massima superano, se pur per intervalli brevi i valori di attenzione e gli obiettivi di qualità previsti dalla normativa di riferimento, raggiungono anche valori di 40 volt metro”. Tanto che oggi il direttore Sergio Marino a margine dell’incontro in prefettura ha ribadito che sarebbe meglio trovare un altro sito.

Quello che non si dice, forse per rispetto istituzionale, che già il territorio di Isola delle Femmine ha già dato dal punto di vista ambientale. E con l’inquinamento in mare e con l’inquinamento atmosferico che avrebbe creato la cementeria. Adesso con l’antenna sarebbe troppo.

Il consiglio dato fuori dal tavolo all’Enav è di cercare una nuovo sito. Ma per farlo servirà una procedura di espropriazione. Una lunga procedura che allungherebbe i tempi. Per questo Enac e Enav pressano e insistono. Ma il loro incalzare si scontra con la ferma volontà dei cittadini di Isola delle Femmine che hanno più volte ribadito che si incatenerebbero ai cancelli per non fare montare l’antenna.

L’Enav davanti a questi rilievi si rammarica per il tempo perso e si “riserva di valutare approfonditamente le considerazioni rilasciate, dopo tanti anni dall’avvio del progetto, dalla stessa Commissione e dall’Arpa, anche in considerazione dell’immediata disponibilità a procedere all’installazione del sistema radar, già in possesso della Società”.