tra carini e montelepre
Lapidati, impiccati e avvelenati:
strage di cani randagi nel Palermitano
Strage di randagi in via Fiume Falco, la statale che unisce Carini a Montelepre, in provincia di Palermo. Solo una bella cagnetta nera ce l’ha fatta, e adesso, è in cura in un ambulatorio di Carini. Per gli altri nove nulla da fare: sono stati ritrovati morti. Impiccati con il fil di ferro, annegati nel fiume, brutalmente avvelenati. Alcuni addirittura lapidati. La segnalazione ai volontari della Lida di Palermo e riportata da GeaPress è giunta nella mattinata di mercoledì, proprio da parte di chi accudiva quei cani, sfamandoli e curandoli quotidianamente.
Il randagismo è uno di quei fenomeni che destano il cosiddetto allarme sociale. Spesso capita di incrociare branchi di cani nei centri abitati e nelle periferie delle città. Molti sono animali abbandonati. Vittime dell’indifferenza e della crudeltà dei loro padroni che non si preoccupano più di tanto delle sofferenze e degli stenti cui va incontro il più fedele amico dell’uomo in caso di abbandono.
Sofferenze e stenti che spesso vengono attenuati da comuni cittadini che grazie all’impegno e alla volontà accudiscono e sfamano chi non ha una cuccia e un padrone. Cittadini che cercano di colmare il vuoto delle Istituzioni, dotate di poche risorse economiche ma anche di scarsa volontà per affrontare seriamente il fenomeno. E così canili e rifugi sono strutture rare e insufficienti. Ci sono poi anche coloro che non amano i randagi perché la loro presenza li intimorisce e infastidisce. E spesso c’è chi pensa di debellare il fenomeno con metodi sbrigativi eliminando il problema alla radice. E’ quanto successo molto probabilmente ai meticci sterminati nel Palermitano dove qualcuno ha pensato di farsi giustizia da sé. Una storia di crudeltà e di violenza gratuita. Non è la prima volta che si registrano episodi del genere e purtroppo non sarà l’ultima. Il randagismo desterà allarme sociale, ma i cani abbaiano, mordono se affamati e provocati, ma non protestano e soprattutto non votano. E possono morire massacrati, nella quasi totale indifferenza.
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