“Desolazione, tristezza e sconforto perché pensavamo che, in tutti questi anni di educazione alla legalità, avessimo inciso maggiormente nell’animo dei cittadini palermitani. Invece poi,ci rendiamo conto che c’è uno zoccolo duro che resiste e che un’arroganza mafiosa che è sempre lì e sempre pronta a colpire in tutti i modi”.

Questo è il commento di Maria Giovanna Granata, dirigente scolastico della Direzione Didattica “De Gasperi ” di Palermo, dove qualcuno ha bruciato l’immagine dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

“È stato uno sfregio. Hanno voluto deturpare l’immagine di Falcone e Borsellino. È fatto ad arte perché non è stato toccato nessun altro disegno né pensierini di bambini. È rimasto tutto lì immacolato. L’unica cosa danneggiata l’immagine dei due giudici, bruciati i volti al centro. Peraltro – aggiunge la Dirigente Granata – quel cartellone era lì dal 23 maggio e nessuno lo ha toccato. Ci sono state manifestazioni, partite di calcio, ma nessuno lo aveva danneggiato. Ieri mattina un collaboratore scolastico si è accorto e mi ha informato di quanto successo. Abbiamo presentato denuncia alla polizia”.

“Noi intanto andremo a rimpiazzare l’immagine bruciata e ne metteremo altre immagini dei giudici perché non sono soltanto delle immagini ma dei valori e dei simboli di riferimento. Il compito della scuola è quello di formare coscienze civili,di educare al rispetto e alla legalità, al rispetto del bello. Vogliamo anche dimostrare che non ci si ferma di fronte ad un’azione di questo genere. L’impatto mediatico in queste circostanze dispiace perché queste persone che compiono tali gesti cercano visibilità e di dimostrare al territorio che esistono anche loro. E con questi gesti, nelle immediate vicinanze del ricordo della strage di via D’Amelio, forse vigliono dire che loro sono lì e che non è cambiato niente. Questo fa rabbia sia che si sia trattato di ragazzi che coltivano disvalori , sia che si tratti, come ritengo più plausibile, di un gesto compiuto sotto la direzione di altri per rimarcare il controllo del territorio”.