il fenomeno delle stelle cadenti
Le ‘lacrime’ di San Lorenzo
Chiariamo subito un fatto: le stelle non cadono e San Lorenzo non ha nulla a che vedere con il fenomeno e tanto meno le sue probabili e tanto discusse lacrime; il fenomeno si chiama “Perseidi” ed è dovuto ai residui della disintegrazione progressiva della cometa Swift-Tuttle nell’ultimo transito vicino al nostro pianeta avvenuto nel 1992 (il prossimo avverrà nel 2126); una miriade di particelle di polveri si scontrano a gran velocità con l’atmosfera terrestre e danno luogo ad una scia luminosa molto suggestiva. Si chiamano Perseidi perché la posizione del “radiante” – il punto sulla volta celeste dal quale provengono le meteore – in questo periodo è situato nella costellazione del Perseo. Il buon San Lorenzo è stato suo malgrado chiamato in causa perché nel XIX secolo il massimo della loro frequenza avveniva il 10 agosto, giorno della ricorrenza del Santo: da lì è stato come sempre facile “impugnare” un fenomeno scientifico e mescolarlo alle credenze superstiziose popolari. Ai giorni nostri il massimo si è però spostato in avanti di circa due giorni. Il culmine di attività dello sciame quindi in genere ha luogo il giorno 12/13, quando la Terra nel suo percorso orbitale intercetta la parte più densa delle nubi di particelle, ma anche dal 10 in poi non sarà difficile osservare parecchie meteore. Per osservare il maggior numero di “impatti” con l’atmosfera terrestre bisognerà fare le ore piccole (tra l’una e le quattro del mattino, soprattutto la notte tra il 12 e il 13 agosto) e recarsi in un posto molto buio, preferibilmente in montagna (ma se siete al mare va bene lo stesso). E’ bene dire comunque che osservare meteore (cosiddette “sporadiche”) anche in altri periodi dell’anno non è difficile. E’ un fenomeno comune se si pensa che ogni anno circa 40.000 tonnellate di meteoridi sono attratte dalla gravità del nostro pianeta. Si stima che di esse solamente 200 tonnellate riescano a raggiungere la superficie e che ne siano recuperate circa 10 mentre molti meteoridi finiscono in fondo agli oceani, nelle foreste o nella sabbia dei deserti.
Se state pensando come mai non siete mai stati colpiti in testa da una di queste “pietre”, dovete tenere presente che si tratta – nella quasi totalità – di polvere; sassolini dalle dimensioni di un granello di sabbia. Non è strano quindi affermare che in fin dei conti tutto l’anno “mangiamo meteoridi”. Questa polvere finisce sui campi coltivati e quindi sulla nostra tavola sotto forma di peperoni, melanzane, pomodori, ecc. Ecco come ogni giorno “assaggiamo” un pezzetto di Universo!
In media ogni tre anni su una superficie pari a quella dell’Italia (300 mila chilometri quadrati) cade una meteorite da 100 o più grammi. Ma solo una piccola parte viene ritrovata e di un numero ancora più piccolo capita che si osservi la caduta.
Se siete comunque ancora preoccupati, tranquillizzatevi perchè la probabilità che un grosso asteroide precipiti sulla Terra è minima: 1 su 10 milioni di anni. Ma poiché in questo caso la distruzione sarebbe immensa, dal punto di vista statistico il rischio di morire per un impatto cosmico è pari a quello di morire in un incidente aereo: 1 su 20.000. Comunque non esistono prove certe che in Italia qualche essere umano sia stato ucciso da una meteorite. Si dice che nel 1511 a Cremona un monaco sarebbe stato stroncato da una pietra caduta dal cielo ma la notizia lascia molti dubbi: personalmente penso che qualcuno diresse la pietra sul bersaglio…
La pioggia di meteore non è quindi limitata solo in questo periodo, ma comincia a metà luglio e termina il 24 agosto. Ovviamente solo nell’intorno del picco massimo si possono scorgere molte meteore in poco tempo, mentre nei giorni precedenti e successivi il numero è molto più limitato.
Ecco infine alcuni semplici ed ovvi consigli per sfruttare al meglio l’evento:
Recatevi in un luogo buio, lontano da città e paesi, preferibilmente in montagna (molto meglio se alta montagna).
Se non siete pratici di costellazioni e non riusciti a trovare Perseo, guardate in prossimità della costellazione di Cassiopea, la famosa “W”, a destra dell’Orsa Maggiore e spostate lo sguardo verso il basso. Non portatevi binocoli, telescopi, apparecchi ed apparecchietti vari: non servono a nulla e vi daranno solo ingombro; le meteore si guardano ad occhio nudo.
Portatevi invece una buona sedia a sdraio o una coperta con un piccolo cuscino: la posizione ideale per guardare è stare comodamente sdraiati con la faccia all’insù. In posizione eretta dovreste alzare la testa e dopo pochi minuti inevitabilmente vi stanchereste; vi ricordo che le meteore non sono lì ad aspettare il vostro arrivo e la vostra sistemazione e non è detto che appena alzate lo sguardo li vediate subito. Se avete però pazienza sarete ricompensati da uno spettacolo fantastico.
Personalmente mi porterei anche un bel thermos con una bevanda fresca (o anche calda, dipende dai gusti) che allieti l’attesa; magari evitate i superalcolici che (oltre a fare male) falserebbero una vista “onesta” (certo dopo una bottiglia di Gin potreste vedere “migliaia” di oggetti, ma non giurerei sulla loro esistenza reale) a parte il fatto che rischiereste la trasformazione di una lieta serata in qualcosa di più complicato se al ritorno incontraste una pattuglia della stradale!
Giubbino e cappellino sono consigliati, soprattutto se andate in montagna.
Non accendete luci varie, l’occhio deve abituarsi al buio. Dopo dieci minuti di buio totale ci vedrete benissimo e scoprirete nel cielo uno spettacolo inaspettato.
Per gli appassionati fotografi, si consiglia di usare un obiettivo da 30 mm aperto a F5, con la camera fotografica ovviamente rigidamente posizionata su un solido cavalletto; gli scatti dovrebbero avere una durata massima di 30 secondi (diciamo da 20 a 30 secondi). Un maggior tempo di apertura dell’obiettivo farebbe comparire le striature delle stelle (il nostro pianeta si muove) e un minor tempo non potrebbe “impressionare” il CCD della camera e cogliere la scia luminosa della meteora. Non partite da casa convinti che le vostre foto vinceranno il premio internazionale di astrofotografia, ma con un po’ di fortuna (e molti, moltissimi scatti) potreste portare a casa delle belle immagini.
Insomma, con un po’ di attenzione ed organizzazione potrete passare una serata piacevole e suggestiva. Per quanto riguarda le stime di visioni previste (attenzione, stime, non certezze!), quest’anno il numero di meteore “visionabili” dovrebbe attestarsi intorno alle 90 o 100 (ma probabilmente anche di più) meteore/ora; ciò è dovuto allo spostamento della corrente delle Perseidi verso l’orbita della Terra per effetto della perturbazione gravitazionale di Marte e Giove. Ma su questo non posso darvi nessuna garanzia . Nel 2009 si sono sfiorate le 100 meteore/ora nella notte del massimo dello sciame. Lo scorso anno invece è stato un pò deludente. Posso però garantirvi che vedere anche tre o quattro “bolidi” silenziosi che attraversano la Volta Celeste è uno spettacolo di gran lusso: che siate appassionati o meno…



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