domenica - 28 maggio 2017

 
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Le reazioni all'intervista dell'ex presidente del Senato

Le parole di Schifani travolgono il Centrodestra, in bilico le primarie del 23 aprile

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Un’onda inarrestabile di polemiche è quella suscitata dall’intervista dell’ex presidente del Senato Renato Schifani che stamattine dalle colonne di Blogsicilia.it ha allungato più di un dubbio sulle primarie di coalizione nel Centrodestra per scegliere il candidato Governatore.

“Non condivido l’intervista di Schifani, ma forse come detto me l’aspettavo – sottolinea Angelo Attaguile, coordinatore Sicilia Orientale di Noi con Salvini-Lega dei Popoli -. Quello che dice non corrisponde al vero. Le primarie non sono un rischio per ‘infiltrazioni’ al sistema mafioso. Tutt’altro. Le primarie per come le avevo suggerite e che si potrebbero fare on line con i documenti registrati e dati precisi vedendo a fondo chi sono le persone. E poi alle primarie accederebbe solo chi ha diritto al voto, con certificato elettorale. Non vedo questa scusa delle infiltrazioni mafiose. Anzi le primarie sarebbero un controllo. Tutto il contrario, ribadisco, di quello che dice Schifani. Inviterei piuttosto i rappresentanti delle istituzioni a dimettersi davanti ad un rinvio a giudizio o se fossero contro il codice antimafia…”.

Di qui una battuta sul piano politico: “Forza Italia, in fondo, le primarie, ad esempio, non le vuole neppure in campo nazionale. Mi auguro che alla fine si trovi la quadra ma purtroppo non dipende da noi ma dagli azzurri ed in particolare da quello che gli detta Berlusconi – prosegue -. A proposito di primarie, poi, creano anche confusione. Parisi dice che è d’accordo e quindi anche Micciché dice sì. Poi però arriva Schifani e dice no. Insomma si mettano loro d’accordo prima di venire al tavolo delle trattative anche per non farci perdere tempo…”.

Non usa giri di parole il suo alter ego della Sicilia Occidentale Alessandro Pagano che appare molto diretto nella reazione alle parole di Schifani. “Le perplessita’ sollevate oggi da un autorevole esponente politico sull’eccessiva personalizzazione o su altro lasciano il tempo che trovano – sottolinea -. E’ chiaro che per la Lega-Noi con Salvini e’ questo il percorso giusto”. Per Pagano: “Non ci presteremo ai soliti stop and go, chi deve fare chiarezza al proprio interno lo faccia – continua -. Noi andiamo avanti per costituire il 20 febbraio il comitato organizzatore, stiamo iniziando a raccogliere le firme per sostenere il nostro candidato Angelo Attaguile che si confronterà con gli altri candidati del centrodestra. Vogliamo ridare ai siciliani una prospettiva di futuro dopo anni di oblio. Primarie e centrodestra unito e’ la strategia vincente”.

Ma ecco che arriva la controreplica di Gianfranco Miccichè, coordinatore regionale di Forza Italia che non manca di esprimere le sue perplessità parlando di scelte “non gradite ma necessarie”.

“Le primarie non piacciono neanche a me, ma in Sicilia ho dovuto fare di necessità virtù…”.  ”In un momento in cui non esistono le coalizioni, abbiamo ritenuto che un’azzardo di questo tipo fosse assolutamente necessario per avere un centrodestra unito. In questo modo abbiamo convinto i centristi a stare con noi, insieme a tutte le forze politiche tradizionali – ha aggiunto. Ha aderito anche la Lega, che in Sicilia varrà come in Lombardia, ma la loro ‘firma’ ha un importante valore politico”. Previste per il 23 aprile, ora è stato insediato un tavolo per verificare la fattibilità di queste consultazioni, a cominciare dal nodo dei costi”: ”Non he no parlato con il presidente Berlusconi – tiene a precisare il leader degli azzurri -, perchè conosco la sua contrarietà sull’argomento, ma so che lui ha sempre avuto fiducia nelle scelte che abbiamo fatto in Sicilia e il rischio di un ‘no’ ero troppo grosso…”. ”Sono pronto ovviamente a cospargermi il capo di cenere, ma la realpolitik prevede ogni tanto scelte anche non gradite ma necessarie” conclude il leader azzurro.

“Il centrodestra siciliano ha scelto la strada delle primarie per rinsaldare il patto di fiducia con l’elettorato, per coinvolgere, motivare ed estendere ulteriormente la propria base – dice Marco Falcone -. Forza Italia è certa che attraverso le primarie la coalizione si ritroverà ancor più forte e coesa nella corsa a Palazzo dei Normanni, che il centrodestra vuole e può vincere”.

Il caso è analizzato anche da Ruggero Razza, uno dei tre coordinatori di Diventerà Bellissima, il movimento guidato da Nello Musumeci.

“Il regolamento per le elezioni primarie del centrodestra – argomenta a BlogSicilia l’avvocato Razza –  sul quale si è trovata la unanime convergenza di tutte le forze politiche alternative a Crocetta, a partire ovviamente da Forza Italia, prevede un meccanismo di registrazione dei votanti, all’americana, che esclude in nuce che possano esservi infiltrazioni da parte delle organizzazione mafiose. Noi non siamo il Pd…”.

Razza tuttavia legge le preoccupazioni dell’ex presidente del Senato come “l’espressione di uno spirito propositivo” e rilancia il modello delle primarie come “esperienza che diventerà un esempio virtuoso del quale dovrà tenersi conto per ricostruire un rapporto vivo tra società e politica, finalmente fuori dall’autoreferenzialità del recente passato”.

A Razza risponde un altro avvocato. “Riteniamo che il sistema delle primarie faccia acqua da tutti i lati e, lo dico anche io da tecnico, non sia scevro e libero da condizionamenti esterni – dice il delegato regionale dell’Unione Monarchica Michele Pivetti -.  Credo anche che l’intervento del Presidente Schifani fosse da prendere come elemento di valutazione politica, certamente propositiva, che fa luce su eventuali criticità che il sistema stesso porta con se. I monarchici siciliani, che provengono da diverse sensibilità politiche ma che in larga parte poggiano sui tradizionali partiti di centrodestra la loro speranza di vedere la Sicilia risollevarsi da questo inarrestabile cupio dissolvi, non restano impassibili davanti al tema oggi oggetto di dibattito e invitano tutte le forze in campo ad utilizzare il buon senso del “padre di famiglia” evitando riti inutili percorsi da altre forze con altre estrazioni culturali”.

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