Non accenna a spegnersi la polemica (l’ennesima) scoppiata all’interno del Pd al concretizzarsi dell’ipotesi Francesco Cascio candidato sindaco di Palermo nel 2017 sotto i vessilli di Pd, Udc e Ncd, rispecchiando, in pratica la medesima alleanza che sostiene il governo Renzi a livello nazionale.

Una scelta maturata nelle stanze dei bottoni che gli uomini e le donne del Pd siciliano non sembrano intenzionati a farsi ‘calare dall’alto. Fortemente critico sin da subito il segretario organizzativo del Pd siciliano Antonio Rubino, uomo molto vicino all’assessore regionale all’agricoltura Antonello Cracolici, formalmente ‘giovane turco’ se lo si vuole riconoscere in una corrente anche se Cracolici e i suoi in Sicilia sono quasi una corrente nella corrente.

Sull’ipotesi Cascio candidato sindaco e sulle fibrillazioni che sono seguite Rubino ha le idee chiare: “Ho letto. A Palermo il Pd vive una profonda frattura – dice Rubino a BlogSicilia – derivante dalla scelta del segretario provinciale di costruire un’alleanza interna senza contenuti ma contro qualcuno. Le fibrillazioni di cui lei parla, da Terminelli a Ferrandelli, che sono nella maggioranza di Miceli, sono la testimonianza che abbiamo avuto ragione nel dare un giudizio negativo su quella scelta. Io penso, che per l’individuazione del candidato Sindaco, vada costruito un percorso partecipativo che parta, come dice Renzi, da un punto imprescindibile: le primarie. Penso a consultazioni larghe che possano tenere uniti sia il centrosinistra che il mondo centrista che governa con noi a Roma e a Palermo. Conta molto il tipo di percorso che faremo per tenere insieme la gente del Pd. Come segreteria regionale abbiamo chiesto alla direzione di Palermo di indicarci quale percorso intende intraprendere”.

Nella segreteria di Miceli a Palermo gli uomini di Cracolici non sono rappresentati. Alla formazione proprio di questa segreteria si disse che era stata una scelta precisa quella di non indicare un rappresentante della corrente per affiancare Miceli. Oggi, forse, a questa scelta la corrente potrebbe anche guardare con un poco di rammarico.

Rubino dare spazio a Cascio a Palermo potrebbe essere anche frutto di un ticket con Faraone nell’ambito dell’alleanza con Ncd e Udc che tiene anche le sorti del governo Renzi a Roma. Alla Regione è questa la strada?

“Il percorso che Raciti ha messo in campo durante l’ultimo rimpasto di governo, oltre all’inserimento in giunta degli assessori ‘politici’, prevedeva proprio la costruzione di un’alleanza fra riformisti e moderati che si presentasse unita alle prossime elezioni regionali. Il ragionamento su chi dovrà rappresentare la coalizione per la corsa a Palazzo d’Orleans mi pare prematuro e soprattutto dovrà essere frutto di un ragionamento che tiene dentro sia il Presidente Crocetta sia tutti gli alleati”.

Nei giorni scorsi è stata ‘violenta’ la polemica prima sul cuffarismo e poi sul tesseramento. ma il Pd è il vecchio partito dei pacchetti di tessere o è il nuovo partito delle primarie?

“Il Pd è un partito che ha scelto di affidare ai propri elettori, con le primarie, il compito di selezionare non solo le candidature per le massime cariche istituzionali ma anche la propria classe dirigente. Chi pensa di affermare il proprio potere interno costruendo pacchetti di tessere non ha capito cosa è il Pd e soprattutto rischia di fare disaffezionare molti dei nostri. Dobbiamo avere la capacità di rendere affascinante il Pd per chi decide di militarvi e di avere la capacità di allargare la nostra base elettorale. Nei prossimi giorni annunceremo belle novità”.

Il governo Crocetta è un governo di sinistra. Il pd è impegnato con tutte le sue anime nell’ultima giunta eppure sembra essere spesso più critico della stessa opposizione

“E’ sotto gli occhi di tutti che il rapporto tra il Presidente Crocetta e la maggioranza che lo sostiene, a cominciare dal Pd, sia profondamente cambiato in positivo. Ed anche il lavoro che la giunta sta producendo mi pare possa essere considerato un passo in avanti nell’azione di governo. Vedo lontani i tempi della faida fra governo e partiti ed invece vedo in tutti la consapevolezza di lavorare insieme per completare nel migliore dei modi la legislatura”.

Quali sono, dunque, le ragioni delle nuove fibrillazioni nel partito siciliano?

“Sull’idea di Pd. Nessuno pensa che il processo di allargamento del Pd vada fermato o che sia stato un errore lavorare in questa direzione come ha fatto Raciti nei mesi scorsi. E’ inaccettabile anche l’idea che chi la pensa diversamente venga etichettato come ‘antirenziano’. Nessuno di noi lo è ma anzi riteniamo che le azioni tendenti a sgomberare il nostro tesseramento da ombre e dubbi siano in linea con l’idea di Pd proprio di Renzi”.