A Roma, oggi, i segretari regionali del Pd sono chiamati a raccolta per tirare le somme delle primarie che si sono svolte fra sabato e domenica scorsi in tutta Italia ed hanno indicato i nomi dei candidati da inserire nelle liste per le elezioni nazionali del 24 e 25 febbraio prossimi. Nel Pd siciliano la tormenta infuria. A Palermo, il ricorso di Alessandra Siragusa si concentra sul dato elettorale del comune di Godrano, piccolo paese nel bosco di Ficuzza dove avrebbero votato 250 elettori del Pd su 1150 abitanti complessivi “compresi i minori” ha scritto la Siragusa nel ricorso girato alla commissione regionale di garanzia del partito. A Godrano, a “vincere” l’esame delle urne è stato il candidato Francesco Ribaudo, vera sorpresa insieme a Magda Culotta della consultazione degli elettori Pd nella tornata del 30 dicembre scorso.

Una contestazione quella della deputata uscente Alessandra Siragusa che è legata, evidentemente, al posizionamento in lista. A parte l’alternanza di genere in lista che dovrà garantirà posti sia agli uomini che alle donne, la Siragusa, giunta quinta nella consultazione palermitana rischia di “sprofondare” ulteriormente in settima o ottava posizione per le voci sempre più fondate di inserire come capolista alla Camera nella circoscrizione Sicilia Occidentale, il candidato Davide Zoggia, responsabile enti locali del Pd e componente della segreteria nazionale. Un posto sicuro per un uomo che in Sicilia ha seguito tutta la vasta e intricata materia della composizione delle liste per le regionali. C’è poi il caso Caltanissetta: Lillo Speziale, già deputato regionale per un numero di legislature “imbarazzanti”, aveva ricevuto assicurazioni dal partito. Nessuna candidatura alle regionali e un posto sicuro per le nazionali. A Caltanissetta a guidare la “graduatoria” dei candidati c’è la figlia d’arte Daniela Cardinale contro la quale Speziale ha presentato ricorso. Lei, la Cardinale, si difende: “Non mi fa paura. I militari li ho mandati io (i carabinieri inviati in uno dei seggi di Caltanissetta la notte dello spoglio, ndr), volevano riaprire un verbale, non si può. Stavamo già festeggiando quando degli amici mi hanno allertato, ho fatto denunciaLui (Lillo Speziale) si riferisce a presunte irregolarità in un altro seggio di Gela“. 

Il rischio che paventa Speziale è che per la città di Caltanissetta possa essere inserito in lista solo un “vincente” escludendolo di fatto dalla competizione elettorale di febbraio. A questi timori si aggiunge, una certezza: nessuno dei big vuole confrontarsi con il voto per il Senato. Lì, la macchina da guerra del centrodestra sta organizzando liste e listini di supporto ai partiti principali per beneficiare del premio di maggioranza che quindi mette a rischio le poltrone dei senatori Pd.

A Messina, l’altra grana di esclusivo carattere politico si è scatenata contro l’azionista di maggioranza del partito democratico dello Stretto: i voti ottenuti da Francantonio Genovese, il più votato in Italia e il numero di elettori che hanno votato per le primarie in provincia di Messina, “insospettiscono” gli altri candidati, risultati esclusi che parlano addirittura di “controllo del voto”, di condizione blindata e di un rinnovamento del Pd messinese ormai irrinunciabile.

Malumori, poi, nel partito siciliano che domani dovrebbe convocare la direzione regionale per il probabile inserimento in lista, in quota socialista, del senatore Carlo Vizzini. Irrecuperabile invece sembra la posizione di Sergio D’Antoni pesantemente bocciato dall’elettorato palermitano. Recuperare l’ex segretario nazionale della Cisl (il sindacato che a livello nazionale pare stia spostandosi sulle posizioni del premier candidato Mario Monti, indebolendo la forza elettorale del segretario regionale del Pd, Giuseppe Lupo e dello stesso D’Antoni), significherebbe riaprire i giochi anche per altri due “trombati” eccellenti: Tonino Russo, ex segretario regionale del Pd e deputato uscente e Bernardo Mattarella, già deputato regionale che ha scelto la corsa per le nazionali, uscendo sconfitto già alle primarie.

edd