Non sarà candidato alla presidenza della Regione ma guiderà tutte le liste del Megafono che saranno presenti in tutte le province con 62 candidati all’Assemblea regionale siciliana. Il nome di Rosario Crocetta correrà comunque alle elezioni del 5 novembre e potrà ‘contarsi’ sul territorio. e se riuscirà a superare lo sbarramento per lui si aprirà la possibilità di accedere alla seconda parte dell’accordo ovvero la candidatura alla camera in un collegio blindato (ammesso che la nuova legge elettorale lo permetta).

E’ questo l’accordo che starebbe dietro la decisione di Rosario Crocetta di ritirare la propria candidatura alla Presidenza della Regione. Il presidente uscente cede anche sulla candidatura di Fabrizio Micari indicato dal suo acerrimo nemico interno Leoluca Orlando ma ottiene più di un semplice ‘ascensore’ romano e si dice pronto a misurarsi sul territorio convito come è di ottenere un grande risultato elettorale.

E il Megafono aspira a diventare forza nazionale all’interno della coalizione di centro sinistra. da rebzi sarebbe arrivato anche il via libera a liste di Crocetta e Lumia anche alla Camera e al Senato a prescindere dalla candidatura personale di Crocetta.

La sfida interna alla coalizione intanto il 5 novembre sarà, dunque, fra la lista dei territori di Orlando e la lista del Megafono di Crocetta. Il Pd starà a guardare chi porta più voti alla coalizione. Una mossa importante che permette alla coalizione di Centrosinistra di rimettersi in gioco in un agone dal quale sembrava tagliata fuori fino ad ieri.

In realtà la decisione non è stata ancora presa perchè Crocetta deve confrontarsi con i suoi ma nel pomeriggio, prima della direzione del Pd convocata per le 18 per formalizzare la candidatura di Micari, arriverà quasi certamente un via libera. Difficilmente i suoi consiglieri lo potranno convincere diversamente visto che non è mai accaduto prima e che non c’è un motivo perchè stavolta abbia un ripensamento.

Niente da fare, invece, sul fronte della sinistra estrema che andrà compatta ma da sola portando come candidato presidente Claudio Fava che domenica prossima riceverà l’investitura ufficiale della base anche se già si sta lavorando alle liste.

La corsa adesso potrebbe essere, dunque, a tre con un testa a testa Musumeci, Cancelleri, Micari anche se bisognerà pesare la sinistra targata Fava e composta da Rifondazione, Mdp e SI.

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