“Deputati uscenti che dopo una parentesi altrove tornano a casa, grande entusiasmo e soprattutto un ritorno ai valori, quelli che lo scudocrociato rappresenta da sempre. I valori della famiglia, i valori della difesa della nostra società, i valori che sono patrimonio degli italiani. C’era chi pensava che lo scudocrociato fosse solo un ricordo ma in tempi di grande crisi la gente torna a credere in ciò in cui ha creduto per anni, per generazioni, in ciò che trova familiare, nei valori con cui è cresciuta. Torna alle origini ed ai valori che contano”.

Spiega così a BlogSicilia il segretario nazionale dell’Udc Lorenzo Cesa le grandi manovre in corso e che ruotano intorno proprio al rinnovato Udc. Dopo la diaspora di qualche mese fa e la separazione dai Centristi per l’Europa di D’Alia e compagni e dopo i titoli di tutti i giornali che parlavano della ‘scissione dell’atomo’ prendendo un po’ in giro i centristi in generale capaci di dividersi pur senza un consenso da dividere, a sorpresa le cose sembrano cambiare. Ma Cesa non se la prende quando gli si fa notare l’assoluta inconsistenza elettorale del partito fino a meno di un anno fa

“Era così, è inutile negarlo. Il consenso era sceso sotto terra. Abbiamo fatto una scelta precisa di campo, siamo tornati alla nostra storia e alla nostra tradizione e questa scelta sta pagando. Alle comunali di Palermo con una lista molto ‘leggera’ abbiamo messo insieme quasi ottomila voti. Qualcosa significherà. La gente non ha votato il candidato ma il simbolo che torna ad essere attrattivo”.

Ma come è possibile questo? Lo scudocrociato sembrava ormai solo un ricordo, una reminiscenza del passato. Cosa è successo?

“La crisi globale ci ha privato di molte delle nostre certezze. Nel Paese tanta gente è in difficoltà. e quando la gente ha paura e vede che il nuovo non è preparato, non funziona, non da risposte, si rifugia in ciò che conosce bene. C’è un ritorno al passato che non deve essere inteso in negativo ma come un ritorno ai valori di questo Paese. Ma il fenomeno non è solo italiano. L’Udc è nel Partito Popolare Europeo e in quella sede tanto si è fatto, tanto si sta facendo e tanto si farà sul fronte politico comune. Certo c’è anche Forza Italia che è certamente il primo partito della coalizione ma si tratta di una formazione arrivata relativamente da poco nel Ppe in Europa. L’Udc è il fulcro di questa idea della politica almeno in Italia”.

Ma da voi tornano tanti deputati, amministratori uscenti e così via. Non c’è il rischio che il partito diventi una sorta di refugium peccatorum ?

“Tornano persone che sono cresciute nutrite con i nostri valori, non chiunque. Tornano persone che hanno esperienza e capacità. l’Udc non prende tutto ciò che capita. Tornano a casa amministratori capaci, politici competenti, uomini e donne che conoscono il territorio e che sono in grado di rappresentarlo”

Ad esempio, ci dica qualche nome

“Non è il momento di fare i nomi. Stiamo completando le liste. Qualcuno è già diventato evidente con la ricostituzione del gruppo all’Ars. Posso dirle che le nostre saranno liste forti in tutte le nove province. Qualche nome lo conoscete già anche oltre il gruppo all’Ars. Ma ci sono sorprese che vengono anche da Siracusa con tre nomi forti e conosciuti. Ad Agrigento metteremo in campo un ex sindaco di peso e che si era allontanato ma adesso torna nella casa scudocrociata. A Palermo fino ad ora sono quattro i rientri di peso ma non finisce qui. E così via. C’è fiducia ed entusiasmo. Vedrete che le liste Udc saranno forti e perfettamente in grado non solo di superare lo sbarramento ma di fare un risultato significativo sul fronte elettorale”.

Dunque partite dalla Sicilia ma guardate anche al Paese?

“Qui in Sicilia ho trovato una grande attenzione. I nostri valori sono forse ancor più radicati che altrove. Inoltre le elezioni siciliane capitano proprio al momento giusto per avviare un percorso importante che non può e non deve fermarsi in Sicilia ma da qui può avere il giusto sprint. E comunque il nostro riferimento resta il Partito Popolare Europeo”.

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