L’avvocato, l’imprenditore, il ristoratore. Provenivano da ogni ambito i clienti di Noemi, così, si faceva chiamare, la baby-prostituta palermitana il cui sfruttatore, Dario Nicolicchia, è stato arrestato venerdì scorso.

La giovane, di 16 anni, ha raccontato il suo incubo alla madre e da qui sono scattate le indagini. Nicolicchia, con la promessa di ricoprirla di denaro e portarla in vacanza all’estero, la costringeva agli incontri sessuali con quegli uomini adulti. Sarebbero almeno 30 i professionisti che avrebbero fatto sesso con la ragazzina, ed adesso la polizia sta cercando di ricostruire la rete di contatti ordita da Nicolicchia.

Lui e la sedicenne, ‘fidanzati’, anche se il termine appare eccessivo considerato il contesto di degrado e sfruttamento, si erano conosciuti ad un evento sulla cultura nipponica. Si tratta del “Cosplay”, che ispira convention i cui aderenti si travestono come i manga, ovvero i fumetti giapponesi ed i cartoni animati.

Si ammirano i costumi, si gioca, e secondo, alcuni, proprio nel caso dei manga, non mancano i riferimenti al sesso.
Scelto il personaggio da rappresentare, gli appassionati di questo genere, disegnano e realizzano da soli gli abiti da indossare, diventano eroi ed eroine e poi inizia il gioco vero e proprio, una specie di recita teatrale basata però sull’improvvisazione.

Oggi Dario Nicolicchia sarà interrogato nel carcere Pagliarelli ma il mondo del Cosplay palermitano vuole ribadire di non avere nulla a che vedere con questa torbida e drammatica storia.
Michele Costagliola, 31 anni, presidente dell’ associazione “Palermo in Cosplay”, è tra i guru del movimento. Al Giornale di Sicilia dice: “Conoscevo i due come utenti della nostra comunità, col ragazzo avevamo anche scambiato qualche chiacchiera in situazioni fieristiche, ma nessuno aveva percepito minimamente quello di cui adesso è accusato”.

Costagliola ha pubblicato un post su Facebook all’ interno del gruppo “Palermo in Co splay”, che conta 1.513 iscritti, raccogliendo parecchi consensi. “Non è mia intenzione dare giudizi – ha scritto – e aspetterò il procedere delle indagini per accertare la verità dei fatti, certo è che quello che è successo è molto grave; mi ha davvero scosso venire a conoscenza di una situazione di violenza che si è protratta e ci tengo a farvi sapere che non siete sole e soli: esistono reti di aiuto, associazioni e persone a cui potervi rivolgere immediatamente tutte quelle volte in cui vi sentite in pericolo, sfruttati, minacciati, in cui la vostra dignità di persone viene calpestata per bieco tornaconto di altri”.

“La delinquenza è ovunque. La baby prostituzione non può essere associata a un mondo piuttosto che aun altro”, sostiene Riccardo Orsini, 27 anni, responsabile pubbliche relazioni di “Palermo Comic Convention+Cospladya Comics & Games” –
È un ambiente ultrapulito- assicura Orsini- e lo hanno dimostrato tutte le manifestazioni del genere del mondo.
Non è uno scandalo legato al Cosplay”.