Dal settimanale catanese magma
Madonie GolfClub,
sessanta milioni al vento
Distese di campi verdi, hotel, ville, Spa, più di 1milione di euro di incassi persi volontariamente, un lusso a cinque stelle costato circa 60 milioni di euro tutto siciliano. Ma oggi Le Madonie GolfClub di Collesano in provincia di Palermo, gestito dalla Ecotecna S.r.l, è un luogo fantasma dove al posto dei clienti ci sono circa trenta operai, ma che a pieno regime diventano 90, che da più di un anno e addirittura in alcuni casi da circa 24 mesi, non ricevono gli stipendi e che dopo la mobilitazione della scorse settimane hanno ufficialmente occupato la struttura. La vicenda che coinvolge il resort di lusso le Madonie GolfClub è alquanto intricata perché la struttura, secondo le dichiarazioni di Pippo Chiofalo segretario provinciale Fisascat Cisl Palermo e del direttore sportivo Fabio Bonsaja “dal dicembre scorso, e non si capisce il motivo, non accetta più prenotazioni ma soprattutto, pur non licenziando i dipendenti, non paga gli stipendi”.
Il Campo di Standard Internazionale 18 buche Par 72 de Le Madonie Golf, inaugurato nell’Agosto del 2004 ha un posto speciale nella Storia del Golf Siciliano avendo ospitato nel 2006 il PGA Alps Tour, il primo Campionato per Professionisti Uomini che ci sia mai stato sull’Isola. Sin dall’inizio, il percorso è stato classificato uno dei più bei campi d’Italia e secondo per dimensioni d’Europa, secondo i rigidi parametri del Golf Digest applicati dalla nota rivista specializzata “il Mondo del Golf” (Miglior Nuovo Campo nel 2004, 2° Più bel campo Italiano per i canoni estetici e scenici nel 2007). Oggi, al contrario, la struttura è un campo deserto dove i dipendenti, anzichè occuparsi degli ospiti curano solamente la manutenzione.
I sindacati hanno dato un ultimatum alla Ecotecna invitando l’azienda a trovare i fondi per saldare le mancate retribuzioni. La data ultima è scaduta a fine maggio scorso, e dopo due settimana, fa sapere la Fisascat Cisl di Palermo nulla è stato risolto: “Da settimane ormai – dichiara Mimma Calabrò, segretario generale della Fisascat Cisl di Palermo – i lavoratori del campo da Golf de Le Madonie Golf Club, sono in sciopero e hanno occupato la struttura.
È grazie a loro, che anche se non percepiscono stipendi da più di 24 mesi, la struttura è stata mantenuta in vita. Ma la situazione si avvia alla degenerazione perché l’azienda non ha più fornito le macchine che permettono di fare i lavori di manutenzione e ci sono poi certi adempimenti che vanno fatti con la corretta strumentazione”.
Lo sciopero è stato proclamato dopo una lunga serie di incontri dove l’Azienda sottoscrivendo accordi in sede sindacale e presso l’Upl, l’uffico provinciale del lavoro, si impegnava a saldare le spettanza dei lavoratori entro e non oltre la scorsa settimana. Ma a seguito del mancato rispetto dell’impegno sottoscritto, l’avvio delle azioni di lotta è stato inevitabile.
La struttura è stata costruita grazie ai fondi stanziati dalla Comunità Europea. Si parla secondo quanto riferito dai sindacati e dallo stesso direttore sportivo di circa 60 milioni di euro di fondi europei che adesso giacciono in una struttura che “non solo rifiuta le prenotazioni – continua Mimma Calabrò – ma è anche incompleta. Parlando con i lavoratori e grazie al monitoraggio del sito della struttura ogni giorno vengono disdette almeno 5mila euro di prenotazioni. Noi del sindacato invitiamo tutte le strutture e gli organi preposti alle dovute ispezioni e agli organi di vigilanza di accendere un riflettore su questa struttura”.
“Il campo – dichiara Giuseppe Chiofalo – è circondato da una serie di ville che fino a qualche tempo fa venivano affittate anche a 200 euro al giorno a persona. Ma attualmente neanche queste vengono utilizzate”. I calcoli sono presto fatti: si parla di circa 150mila euro di fatturato volutamente non incassato dall’azienda al mese, che se moltiplicato per i mesi che vanno da dicembre ad oggi, si arriva a circa 1.050.000 euro di guadagni persi. Cifre da capogiro che sono indice di uno spreco di denaro inspiegabile.
Dal canto suo il presidente della struttura, Gialuigi Lapis, più volte contattato non ha voluto rilasciare nessuna intervista rimandando a sue dichiarazioni riportate sul quotidiano Repubblica: “Si tratta di un problema temporaneo. In settimana pagheremo gli stipendi. Abbiamo un progetto in partnership con una società americana che ci aiuterà a riqualificare i campi e a riaprirli con lo stesso personale entro un mese”. Bene, le promesse, a detta dei sindacati sono state tutte disattese. Qualche giorno fa a Palazzo d’Orleans, sede della Regione siciliana, si è svolto un incontro tra il presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo, i lavoratori de le Madonie GolfClub, i sindacati rappresentati dal segretario provinciale Fisascat Cisl Palermo Giuseppe Chiofalo e il presidente della struttura Gianluigi Lapis. All’incontro presieduto dal dott. Salvatore Cianciolo era anche presente Roberto Cristofaro che è stato presentato dalla ditta Ecotecna S.r.l. come un emissario della holding americana Pintus Group che, dovrebbe acquisire l’intera struttura: “La crisi del settore turistico in Sicilia – dichiara Giuseppe Chiofalo – deriva dalla mentalità gattopardiana di colui che con i soldi della Comunità europea e dunque con denaro pubblico costruisce e poi preferisce sedersi davanti la porta a guardare il giocattolo e a non fare attività imprenditoriale, e questo è un fatto grave.
Questo è quello che è successo a le Madonie GolfClub. L’azienda non ha mai voluto investire su questa struttura, addirittura qualche mese fa ha rinunciato ad una manifestazione della nota casa automobilistica Ferrari perché secondo il presidente le macchie d’olio delle macchine avrebbero potuto macchiare la splendida pietra che riveste i piazzali della struttura. Le Madonie GolfClub ha anche una stupenda sala congressi, costruita gia nel 2004 ma che è ancora con il celofan. I mobiili e le attrezzature sono veramente di grande pregio. Il presidente Lapis si era impegnato, proprio in sede sindacale, a trovare i soldi entro pochi gioni a costo di prendere l’aereo di andare direttamente in America a prendere i soldi. Questo non è stato fatto”.
“La nostra struttura – dichiara il direttore sportivo de le Madonie GolfClub Fabio Bensaja – è frutto di finanziamenti pubblici, parrebbe di circa 60milioni di euro, ed è quasi completata. La parte ricettiva e i campi da tennis non sono state ancora completate ma tutto il resto si. Abbiamo ben 32 ville affacciate sul golfo di Cefalù, un campo da golf tra i più belli d’Italia, insomma noi non dovremmo avere problemi, anche perché abbiamo una ingente richiesta di quotazioni da tutta Europa. Purtroppo l’azienda non ha mai avuto la voglia di utilizzare la struttura e da circa un anno o più abbiamo tutte le vendite bloccate e non possiamo più rispondere alle quotazioni che arrivano sul nostro sito in quanto le tariffe del 2012 non sono state approvate dal nostro consiglio direttivo, non esistono. Da dicembre ad oggi abbiamo ricevuto più di 400 prenotazioni mai accettate. In listino speciale una notte costa all’incirca 125 euro a persona. Se si considerano solo le camere singole si arriva a circa 400mila euro di incassi persi, ma le perdite sono molto maggiori. Qualche giorno fa abbiamo rinuciato a una prenotazione di un gruppo di 80 spagnoli. Quello che non capiamo è il perché di questa politica aziendale visto. C’è qualcosa che non va, soprattutto ribadisco si tratta di una struttura fatta con fondi europei e dunque finalizzata a creare impianti che funzionano e che migliorano il livello occupazionale del territorio. Abbiamo presentato tutti istanza di fallimento con l’augurio che vengano cambiati i vertici aziendali”.
Vari sono i dubbi da parte dei sindacati sorti su questa fantomatica azienda americana, la Pintus Group, che a detta dell’azienda dovrebbe acquisire il resort: “Con la Pintus – conclude Fabio Bensaja – non abbiamo mai avuto dei contatti reali. Abbiamo cercato di fare le nostre indagini, ma non ci crediamo. Una qualsiasi società interessata al campo non lascia che la struttura vada in rovina”.
L.A.



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