mostra a palermo

Maestosa e sorprendente E' la Parigi di Domenico Aronica

Foto Domenico Aronica, mostra Parigi (12)

15 febbraio 2012 -  “L’impressione di essere nella città dei balocchi”: così Domenico Aronica, fotografo palermitano, ricorda il suo impatto con Parigi, grande capitale europea alla quale dedica la sua ultima mostra, “Parigi – Scatti d’autore”, ospitata sino al 25 febbraio all’Institut Francais di Palermo (Cantieri culturali alla Zisa).

120 scatti raccolti nel corso di quattro anni, attraverso ripetuti viaggi in Francia. Domenico Aronica, poco più che trentenne, ha realizzato numerose mostre internazionali, da Copenhagen a Varsavia passando per Cracovia e Il Cairo. La sua è una ricerca instancabile, orientata a scoprire, e osservare con occhi differenti, gli umori di una città e dei suoi abitanti. Un occhio curioso e nel contempo riservato, capace di stupirsi ed emozionarsi, sempre.


Domenico, come è nata questa avventura in terra francese?

E’ iniziato tutto nel nel 2004, quando sono andato a Parigi per una breve vacanza. Rimasi colpito da questa incredibile città e mi ritrovai nel mezzo de “Le moi de la photo”, manifestazione che dà vita a molteplici mostre fotografiche sparse in tutta la città. Non mi sembrava vero di poter visitare, in una sola città, decine e decine di mostre di altissimo livello.
Nel 2005 ritornai a Parigi nel tempio massimo della fotografia. Venni contattato per una breve esperienza lavorativa presso l’agenzia Magnum. Giravo tra gli scatoli pieni di fotografie realizzate da Herbert List, Cartier Bresson, Larrain, Koudelka, Erwitt, tanto per fare qualche nome… E’ stata una esperienza che ha cambiato radicalmente la mia concezione della fotografia.Sono tornato a Parigi decine di volte, e una volta rientrato a Palermo era sempre forte la voglia di continuare a scoprire i mille volti della capitale francese.

Tra i vicoli di Parigi, cosa hai cercato?

A Parigi ho cercato di fotografare le anime di questa grande città. Non è stato facile perché Parigi è una città dalle tante sfaccettature.

La tua mostra è definibile un tributo a Parigi? Come descriveresti questa città?

Sì, è sicuramente un mio personale tributo ad una città che mi ha donato tanto dal punto di vista umano, contribuendo alla mia crescita professionale. Penso che chi si occupi di immagine in senso lato non possa prescindere dal conoscere Parigi, ovvero la città della fotografia e del cinema per eccellenza.

Parigi/Palermo: esistono analogie tra queste due capitali?

Beh sarebbe difficile stabilire delle analogie tra Palermo e una grande capitale europea quale Parigi. Sinceramente devo dire che Palermo è una città che riesce sempre a stupirmi per la ricchezza del suo patrimonio artistico-monumentale. Parigi mi attrae invece per il modo di valorizzare l’arte e dare dignità agli artisti.

Quale metropoli sogni di fotografare in futuro?

Mi piacerebbe molto realizzare degli scatti a Buenos Aires. Penso che conservi un fascino antico ed intatto.

Un buon motivo per venire a visitare la tua mostra…

Nelle mie foto, scoprirete angoli di Parigi che vi stupiranno. E poi l’Institut Français di Palermo, dove la gente, a partire dal direttore Eric Biagi, si impegna per promuovere l’arte a 360 gradi.

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