Non ho mai detto che aumenterò gli stipendi del personale dell’Ars: scriverò una lettera a Padre Cosimo Scordato per spiegare il meccanismo che c’è e ringraziarlo per la sua attenzione: è ovvio che nessuno intende sprecare soldi e darli a chi è fin troppo ricco, ma la legge vieta che questi tagli vengano rifatti a partire dall’1 gennaio”.

Così il presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè, incontrando a Palazzo dei Normanni i giornalisti della stampa parlamentare per il tradizionale scambio di auguri di Natale, rispondendo al parroco del quartiere Albergheria di Palermo, che gli aveva suggerito per lettera di tenere conto dei bisogni della gente meno fortunata.

“Ma – chiarisce Miccichè – il 31 dicembre di quest’anno scade il termine di legge per il taglio degli stipendi dei dipendenti dell’Ars e la norma vieta che queste riduzioni vengano riproposte a partire dall’1 gennaio. La Corte costituzionale ha detto che possono essere considerate come contributo di solidarietà una tantum. L’Ars, quindi, “si adeguerà al Senato: se riproporrà questo sistema ci adegueremo”, ha detto il presidente.

Miccichè ha spiegato che non chiamerà “nessun dirigente esterno se sarà possibile creare una struttura di qualità come c’era in precedenza, ma dobbiamo fare in modo che l’Ars funzioni – ha osservato -. Pur avendo professionalità importanti, l’attuale gruppo dirigente dell’Assemblea siciliana non ha l’esperienza giusta: con l’introduzione dei tetti agli stipendi sono andati in pensione 15 dirigenti, il Palazzo ha perso molto. Spero di trovare soluzioni interne ma certamente servono dirigenti esperti”.

Quanto ai rapporti tra Parlamento e governo, Miccichè ha sottolineato che “nostro dovere è fare il possibile, affinchè sia realizzato il programma del presidente Musumeci che è stato votato dai siciliani”. Un’occasione, quella del saluto alla stampa parlamentare, presieduta da Giovanni Ciancimino, per richiamare “la necessità che ogni partito sia rappresentato nell’Ufficio di presidenza. La prima cosa che proporrò sarà una modifica del regolamento che preveda una soglia massima per il numero di questori e segretari – ha concluso -. Non è immaginabile che ci sia un numero massimo, non è pensabile che partiti come Fratelli d’Italia o Pd non siano rappresentati al suo interno”.