“Chi ha creduto alla favola dei regionali che sono troppi e che ha generato i pensionamenti anticipati?”

Inizia con questa domanda la denuncia del sindacato Cobas/Codir, il maggiormente rappresentativo dei regionali che interviene sulla norma inserita in Finanziaria bis che parla di 1500 nuove assunzioni alla Regione siciliana. La norma non arriverà in aula prima di martedì e la legge stralcio da qui ad allora sarà certamente modificata.

Nel suo corpo composto da 24 articoli c’è di tutto, tanto da farne una norma omnibus. In discussione ci sono i fondi per l’Oasi di Troina tanto per dar una indicazione forte, ma ci sono anche le somme promesse dal Presidente della Regione al Brass Group appena due giorni fa’, i soldi per il Cerisdi e perfino gli interventi per mandare nuovamente al lavoro gli ex sportellisti della Formazione. Proprio quest’ultima è la norma contestata che riguarda un gruppo di persone che hanno messo in scena due diversi scioperi della fame, il secondo dei quali ancora in corso e che da oggi sono incatenati ai cancelli deòl Dipartimento lavoro della Regione (foto)

“La finta ‘moralizzazione’ portata avanti dall’assessore/commissario Baccei – dicono dal sindacato – complice il sottosegretario Faraone, mostra adesso il vero volto: con la legge stralcio della Finanziaria (la discussione è iniziata nelle commissioni parlamentari dell’Ars in questi giorni), infatti, i cosiddetti “moralizzatori e paladini della lotta agli sperperi” gettano la maschera e pianificano una serie di norme pre-elettorali”.

La denuncia è forte. “La proposta di legge dell’assessore all’Economia Alessandro Baccei, tra alcune norme ‘virtuose’, come quella del taglio dei maxi stipendi dei dirigenti degli enti e delle partecipate (utili a ottenere i 500 milioni che il governo nazionale ha promesso alla Sicilia), prevede alcune… inaccettabili che svelano il vero volto di una politica falsa e dannosa per la Sicilia. E il presidente della Regione Crocetta che fa? Il Ponzio Pilato?”

“La più grossa e inaccettabile di queste vergogne vorrebbe – dicono i rappresentanti sindacali – è l’assunzione a tempo determinato alla Regione di circa 1500 persone (provenienti dagli sportelli multifunzionali), negli uffici dell’assessorato al Lavoro (dove lavorano già circa tremila addetti di ruolo) anziché, come logica vorrebbe, prevedere una norma per il loro inserimento a tempo indeterminato nelle società partecipate (la norma dovrà comunque essere approvata dall’Ars. ndr). Vorrebbero “mettere le mani sopra” questo bacino di lavoratori, appioppando loro il giogo a vita della precarietà. Nel frattempo però è stata varata nei mesi scorsi – con l’appoggio editoriale di alcuni lacchè – una norma per trasferire senza regole il personale regionale verso altri rami dell’amministrazione regionale…”

“Ovviamente, non si parla di selezioni aperte a tutti i cittadini o allo stesso personale regionale interno dotato dei necessari titoli. Si prevedono – invece – Assunzioni riservate esclusivamente a persone di cui si conosce già nome e cognome, il tutto con la scusa che ‘tanto paga l’Unione Europea’ e che ‘il posto’ sarebbe ‘solo’ per due anni (ma la storia insegna che alla Regione chi entra resta precario e non esce più): insomma il governo, dopo lo snellimento degli organici, vorrebbe mettere sul groppone della Regione altri 1.500 precari da soggiogare al ricatto politico”.

L’attacco dei Cobas non si ferma agli ex sportellisti “Il disegno di legge – continuano – prevede anche: la vergognosa assunzione nei ruoli regionali di alcuni avvocati (provenienti da altre amministrazioni) presso l’Ufficio Legislativo e Legale senza, invece, valorizzare le professionalità interne che vengono mortificate, non essendo riconosciuto attualmente neppure il profilo professionale di avvocato. ‘Ciliegina sulla torta’ è la previsione di chiusura del Centro regionale del restauro e del Centro regionale del catalogo, punto di riferimento del mondo culturale e accademico nazionale e internazionale”.

“Ovviamente, anche in quest’occasione, viene calpestata la sentenza della Corte costituzionale sull’obbligo del rinnovo dei contratti di lavoro – sostengono – non essendo previsto nulla nel D.L. stralcio; né vengono affrontate le questioni che riguardano la situazione del personale IRSAP lasciato allo sbando”.

“Contrasteremo in ogni modo queste misure – concludono – che rappresentano la sintesi della barbarie politica che smantella tutto ciò che funziona ed è, invece, utile allo sviluppo e ai cittadini. I Parlamentari dell’Ars – è l’invito rivolto ai deputati – abbiano un energico sussulto e cancellino queste norme che offendono tutti i siciliani respingendo l’ultimo assalto alla diligenza”.

Il sindacato ha già chiesto una audizione urgente davanti alla I e alla II Commissione dell’Ars, affari istituzionali e Bilancio. E intanto tutti sembrano dimenticare che ancora non sono disponibili neanche le risorse ordinarie. Si è giunti al bilancio 2016 e alla legge di stabilità in un clima di confusione ed oggi, a causa delle impugnative che potrebbero reciprocamente scattare tra Stato e Regione , di fatto le risorse reali disponibili per il 2016 non sono quantificabili, cosa che rischia di buttare la Sicilia nel caos.

E a rischio ci sarebbero anche i fondi per i teatri che, attraverso una norma ‘trappola’ potrebbero essere stornati e utilizzati per altro (leggi qui)

mav