Si è conclusa l’autopsia sul corpo di Totò Riina, detenuto al 41 bis e morto all’ospedale di Parma alle 3.37 di ieri, venerdì 17 novembre.

L’esame medico legale, conferito  dal pm Umberto Ausiello, è nell’ambito di un fascicolo per omicidio colposo contro ignoti: ipotesi tecnica che ha consentito di svolgere l’accertamento, per fugare ogni dubbio sul decesso del boss di Cosa Nostra.

Oltre a “cause e epoca” della morte, al medico è stato chiesto di evidenziare “ogni altro elemento che possa risultare utile al prosieguo delle indagini e in particolare la compatibilità tra i segni obiettivi riscontrabili e l’ipotesi eziologica del decesso in atti”.

I familiari di Riina sono stati avvisati, come previsto in questi casi. L’autopsia è stata eseguita nella Medicina legale dell’ospedale, presidiata dalla Polizia penitenziaria e questa mattina da una pattuglia della Guardia di Finanza.

Difficilmente sarà in giornata il nulla osta della Procura di Parma per il trasferimento in Sicilia della salma di Totò Riina. “Farò la mia parte, invierò tutto al dottor Ausiello” ha detto il medico legale Rosa Gaudio, incaricata dal Pm Umberto Ausiello, che darà il nulla osta, “quando lo riterrà opportuno, ma non credo in giornata”. Un’ipotesi che circola è che il trasferimento avvenga lunedì.

La salma è stata spostata dalla sezione di Medicina legale dell’ospedale di Parma alle camere mortuarie. Il corpo è stato caricato su un furgone bianco, coperto un telo, sopra una barella. Poco dopo anche la vedova Ninetta Bagarella, il figlio Salvo Riina e l’avvocato della famiglia, Luca Cianferoni, sono usciti dal retro dell’edificio per raggiungere in auto le camere mortuarie, scortati dalla Polizia. Nessuna dichiarazione ai giornalisti che hanno attorniato il gruppetto.