Lo scorso anno fu al centro di un mistero

Morto in carcere a Messina Pecoraro, boss di Borgo Vecchio

7 febbraio 2012 -  E’ morto in carcere, a Messina, il boss del Borgo Vecchio Nicolò Pecoraro, in cella stava scontando una pena definitiva, ma  era al centro di un caso insoluto, l’omicidio di Davide Romano, uno dei cinque morti di mafia dello scorso anno a Palermo.

Pecoraro è stato stroncato da un infarto fulminante: nel cadere per terra si è pure provocato una frattura cranica. Pochi dubbi da parte dei medici legali circa le cause naturali della morte. Al momento del malore il detenuto era in cella. Era tornato da pochi giorni in carcere, dopo un ricovero al Policlinico di Messina e dopo un altro periodo di permanenza all’Ismett di Palermo.

Pecoraro, che fino al 5 aprile dello scorso anno era in detenzione domiciliare per gravi motivi di salute, fu trovato in piena notte sotto casa di Giuseppe Ruggeri, genero dell’allora latitante Antonino Lauricella, detto ‘u Scintilluni, poi catturato in settembre. In quelle stesse ore era scomparso Davide Romano, in passato arrestato assieme a Ruggeri: l’uomo fu ritrovato poche ore dopo la cattura di Pecoraro. Era incaprettato ed era stato messo dentro il bagagliaio di una Fiat Uno, secondo il macabro rituale tipicamente mafioso. Le intenzioni di Pecoraro, armato con una pistola munita di silenziatore e nascosto nella portineria del palazzo del genero dello Scintilluni, erano apparse sin troppo evidenti. Tuttavia non era stato possibile incriminarlo per tentato omicidio, dato che il fatto non era stato consumato.

Nessun commento

Lascia un commento


Le notizie di oggi

serverstudio web marketing e design