Il capo dei capi non c’è più. ‘Totò u curtu’, ‘la belva’, l’uomo buono che per Gaspare Mutolo (ma sembra non solo per lui) era un papà non c’è più. Domani il corpo di Riina sarà sottoposto ad autopsia, poi si deciderà sui funerali che non potranno essere pubblici sia perchè è altamente probabile un provvedimento del questore per motivi di sicurezza sia perchè anche la Conferenza Episcopale italiana ha detto senza mezzi termini che un pubblico funerale per Riina è fuori discussione.

Morto il più sanguinario boss dell’era moderna in tanti, forse in troppi, festeggiano. Ma a prescindere da qualsiasi considerazione sull’opportunità di festeggiare per la morte di un uomo, sia pure  il più sanguinario dei criminali, festeggiare sembra del tutto inappropriato.

Nonostante fosse in carcere da 24 anni e mezzo Riina (dopo altrettanti anni di latitanza) era ancora oggi, senza dubbio, il capo della mafia siciliana. Il suo silenzio assoluto, la violenza delle sue frasi intercettate non più di un paio di anni fa, il rispetto che ancora oggi dopo la sua morte taluni dimostrano con centinaia di commenti sui profili facebook per fare condoglianze ai figli, la reazione ondivaga del paese di Corleone sono la dimostrazione plastica del carisma criminale che Riina ha rivestito fino alla sua morte e perfino dopo.

Nei prossimi giorni l’attenzione sarà concentrata sull’autopsia, sui funerali, sulle polemiche che inevitabilmente scoppieranno proprio su tutte queste condoglianze, sui segreti che Riina porta con sè nella tomba ma tutto questo durerà qualche settimana, un mese al massimo. E poi?

Poi Cosa Nostra avrà bisogno di un nuovo capo o di una nuova commissione. Si perchè dalla latitanza prima e dall’arresto poi di Riina né la commissione provinciale di Palermo né la commissione regionale di Cosa Nostra si è più riunita. Lo dicono i pentiti, lo raccontano le intercettazioni nelle quali i boss dicono chiaramente che fino a quando Riina e Provenzano sono vivi a nessuno sarà permesso un tentativo di ascesa.

Provenzano è morto nel 2016, Riina è morto la scorsa notte. E adesso? In pole position per guidare Cosa Nostra ci sarebbe Matteo Messina Denaro. Ma la ‘Primula Rossa’ di Castelvetrano non è proprio amato da tutti dentro l’organizzazione criminale. C’è perfino chi, sempre secondo le intercettazioni, lo accusa di aver ‘tradito’ lo spirito di fratellanza dell’organizzazione criminale, di essere fuggito e di non pensare più ai ‘picciotti’.

Insomma di non essere un capo ma solo un boss che pensa al proprio torna conto e di aver scaricato anche la sua stessa famiglia.

E allora sono parecchi i boss che potrebbero avanzare pretese sul controllo di porzioni di territorio, sulla ricostituzione di una commissione che diriga gli ‘affari’ di Cosa Nostra. Da un lato ci sono i tanti boss di antica memoria scarcerati negli ultimi mesi e anni. In questo senso anche il questore di Palermo nei mesi scorsi aveva rappresentato preoccupazione poi ci sono i rampanti. I nuovi boss, i reggenti che hanno tenuto in piedi l’organizzazione criminale, sia pure indebolita. Ora che i ‘sacri mostri’ della mafia sono morti non avanzeranno anche loro pretese?

Il timore, dunque, è che adesso inizi la scalata. E le scalate dentro Cosa Nostra hanno sempre insanguinato le strade, le piazze, le campagne siciliane. Certo i tempi sono cambiati rispetto alla conquista del potere da parte dei Corleonesi. Oggi i colletti bianchi, la corruzione, l’infiltrazione nelle stanze del potere, la capacità di incidere in politica, contano più di quanto non contassero quaranta anni fa durante la guerra degli anni ’70 e ’80. Ma alla fine la soluzione delle contese che non si troverà a tavolino rischia di essere fatta sempre per strada. Una guerra ci sarà, forse sotterranea, ma pur sempre di guerra si tratterà.

Prepoccupazioni confermate dal Presidente del Senato ed ex procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso “La morte del boss Toto’ Riina, come quella di Provenzano accendera’ nuovi problemi  all’interno di Cosa nostra per la successione. Perche’ finche’ un  capo è vivo, anche se in carcere, non viene sostituito”.

“La guardia non si è  abbassata – aggiunge la seconda carica dello Stato a proposito  delle ricerche del super latitante Matteo Messina Denaro. “E’  sempre ricercato e speriamo presto di arrivare a un risultato positivo”.

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