Lo sciopero indetto dal Movimento dei Forconi e Aias contro il caro prezzi e la difficoltà sia degli autotrasportatori che delle aziende agricole e non, iniziato ieri in Sicilia, passa inosservato davanti agli occhi dello stampa nazionale. Tranne i Tg locali, avete per caso sentito parlare dello sciopero dei forconi sui grandi network? Le notizie maggiormente battute in questi giorni sono ovviamente l’affondamento della Concordia, che merita certamente tutto lo spazio possibile, la rivolta dei taxi contro le liberalizzazioni e il declassamento dell’Italia da parte dell’Ue. E la Sicilia, che fine ha fatto? Nessuno lo sa,  o almeno nessuno se ne interessa. Perché? La protesta della perla del Mediterraneo forse non ha raggiunto l’eco che i Tg nazionali richiedono? Non è proprio così.

I disagi causati dallo sciopero dei tir e non solo, sono notevolissimi. Si pensi che da ieri non arrivano rifornimenti alimentari in molti supermercati, la benzina scarseggia e le merci in arrivo e in uscita dalla Sicilia sono completamente bloccate perché anche le compagnie dei traghettatori dello stretto di Messina hanno aderito allo sciopero. Non è da poco!

Ma niente, nessuno si fila la Sicilia. Sono molte le persone che tramite  i social network denunciano la totale indifferenza della stampa nazionale. La denuncia arriva soprattutto dalla pagina Facebook del Movimento dei Forconi, dove Felice Aprile scrive: «Al Nord di questa protesta forse nemmeno se ne stanno accorgendo, forse perché non stanno subendo nessun disagio al contrario del popolo siciliano. Quindi per  evitare che il cane si morda la coda proporrei da giorno 21 dei presidi davanti i supermercati per far comprare alla gente solo merce del Sud».  E ancora Rosanna Mainone dice: «I giornali nazionali sono indifferenti a quello che sta succedendo da noi».

Insomma, l’indignazione è tanta. i Forconi, così come il nome fa intuire hanno scelto come simbolo della protesta uno degli attrezzi più strettamente legati alla campagna: il forcone. I manifestanti si sono infatti ribattezzati “Movimento dei Forconi”. Si tratta di gente che si ritrova a lavorare per qualcosa che non genera più profitto, ma solo perdite. Cosa, allora, è necessario fare per avere una qualunque forma di attenzione? Forse una vera e propria rivoluzione!