La temperatura è incandescente e nemmeno il ronzio dei climatizzatori riesce a lenire la canicola. Politica, per carità.

Ma più che i condizionatori sono soprattutto il vecchio orologio ed il vecchissimo calendario ad impensierire centrodestra e centrosinistra per i quali, dopo l’investitura del pentastellato Giancarlo Cancelleri a candidato governatore, ogni istante senza un nome ufficiale è come un’eternità.

Quel ‘fate presto’, Marco Falcone, capogruppo di Forza Italia all’Ars, in effetti non lo dice ma in cuor suo è ben consapevole che il tempo comincia a stringere nonostante la girandola di incontri per cercare di trovare la quadratura del cerchio vada avanti.

Forza Italia dovrebbe finalmente fare chiarezza, anche al proprio interno – esordisce Falcone –. Nel nostro partito ci sono delle persone che hanno dato la disponibilità a candidarsi, pur non facendone un dogma. Si verifichi su questi nomi e se c’è una convergenza, si chieda agli alleati di esprimersi”.

Altrimenti?

“Beh, andare a cercare ‘papi stranieri’ mi sembra una forzatura perché da un lato allargheremmo il perimetro dell’alleanza, ma dall’altro si rischia di ridurlo. Se esiste la volontà di ritrovarci attorno ad un candidato di Forza Italia, stringiamo l’alleanza su questo nome! Ma se non ci si riesce, il candidato c’è già nel centrodestra. Proviamo tutti a ragionare con senso di responsabilità perché i siciliani, a mio avviso, vorrebbero fare un ‘ravvedimento operoso’, ovvero pentiti di non aver votato Nello Musumeci nel 2012, hanno tutta l’intenzione di farlo quest’anno”.

Intanto il vostro coordinatore, Gianfranco Micciché, tenta di allargare la coalizione verso il centro…

“Ha pieno mandato per poter esplorare e capire quale può essere il migliore candidato per la coalizione che deve partire da uno schieramento che sia stato alternativo al governo Crocetta e al Partito Democratico. Insomma non può essere espressione di un partito che faccia parte dell’attuale esecutivo. Perché il paradosso e la contraddizione del centrosinistra alla Regione è che da un lato critica il governo e Crocetta, ma poi tutti i partiti mantengono gli assessori nonostante abbiano minacciato il ritiro…”

Ma l’eventuale coinvolgimento di forze diverse non potrebbe innescare della spaccature anche al vostro interno?

“Non ci saranno. Miccichè è una persona responsabile, ha dimostrato anche oggi con molto equilibrio di impegnarsi in una consultazione non facile. Vede, non è semplice riuscire a mettere tutti dentro una coalizione. Lo sta facendo con molto impegno: credo che stia lavorando, come lui ha detto, anche per riuscire a raggiungere un perimetro del 40%”.

A proposito di numeri, i sondaggi su scala nazionale vi danno in vantaggio qualora il centrodestra si presentasse compatto…

“La stessa cosa Silvio Berlusconi l’ha chiesta in Sicilia. Dobbiamo restare uniti e puntare alla vittoria”.