E’ stato appena costituito il consiglio di amministrazione della Rap (Risorse ambiente Palermo), la società di igiene ambientale partecipata al cento per cento dal Comune e già piovono le prime polemiche sul sindaco Leoluca Orlando da parte dei sindacati. “Il sindaco Orlando – dice Riccardo Acquado, segretario aziendale Amia della Fp Cgil – prima di parlare di nuovo contratto di lavoro, cioè di riduzione degli stipendi, pensi a rimuovere i dirigenti di Amia corresponsabili del fallimento della società”.

“Il codice civile – spiega Acquado – prevede che i lavoratori che transitano da una società a un’altra non subiscano variazioni delle condizioni di lavoro. Quindi è scorretto e illegale parlare di un nuovo contratto di lavoro aziendale per i 2342 lavoratori. Non è certo così che si salva la società”.

Intanto tra mercoledì e giovedì lo stesso sindaco Orlando riceverà i rappresentanti sindacali dei lavoratori di Amia e per lunedì è previsto l’incontro con il consiglio di amministrazione di Rap.

Il sindacalista ha poi precisato “la lamentata corresponsabilità dei dirigenti della fallita società Amia è da intendersi ‘chiaramente’ quale corresponsabilità di natura puramente gestionale, connaturata al ruolo manageriale da anni rivestito dalle persone interessate” e inoltre ha aggiunto che le sue considerazioni hanno trovato ispirazione da quanto è stato dichiarato da “personalità autorevoli che hanno incrociato o che attualmente incrociano il destino dell’Amia, i quali hanno criticato, anche a mezzo stampa, duramente il management aziendale”, dice Acquado. “A mia memoria – aggiunge – ricordo un articolo in cui il presidente Lo Cicero, appena nominato e succeduto a  Marcello Caruso, rivolgendosi ai dirigenti Amia affermava: ‘Siete troppi ed avete operato, tra il 2001 ed il 2008, molto male’, e poi ancora ‘Vergognatevi! Invece di fare il vostro mestiere di dirigenti, ossequienti solo alla norme ed ai regolamenti, avete fatto gli zerbini degli amministratori politici di turno. Avete concesso visti di legalità e congruità alle delibere CdA, senza mai opporvi alle follie che vi proponevano quegli amministratori scriteriati’. Il segretario aziendale della Cgil ricorda che anche il  sindaco Orlando aveva attaccato la precedente amministrazione e la dirigenza della società. “Orlando ha chiesto scusa ai palermitani per la vergogna alla quale sono stati sottoposti, oltre ad affermare che l’Amia era la più grande azienda italiana tra le partecipate dagli enti locali che falliva, per non parlare  – conclude il segretario Cgil aziendale – di varie dichiarazioni alla stampa in cui il sindaco prometteva, una volta ripresa l’azienda, una discontinuità col passato”.