“Al di là di qualche posizione di contrasto dei sindacati, è dal confronto che si arriva alla sintesi. Io faccio l’assessore regionale all’economia e devo cercare di contenere i costi, rispettando le legittime esigenze dei lavoratori e altrettanto quelle di tutti i contribuenti. Non mi faccio né intimidire né tirare per la giacca sulle vicende delle partecipate regionali”.

Parole dure quelle dell’assessore Gaetano Armao che risponde alla minaccia di sciopero dei sindacati, fissato per lunedì prossimo, sulla vertenza delle tre partecipate regionali, Multiservizi, Biosphera e Beni Culturali spa. “Era doveroso – continua Armao – un passaggio in giunta che è arrivato quest’oggi. Quindi ai lavoratori dico: stiamo tranquilli perché le convenzioni con le società di cui sono dipendenti sono state prorogate di 15 giorni. Il tempo utile a che, dal 16 luglio prossimo entri in piena operatività la società consortile Servizi ausiliari Sicilia che sarà di fatto la trasformazione di Beni culturali spa con relativo accorpamento dei servizi delle altre due ormai in liquidazione”.

Ma Armao tiene fermo l’obiettivo finale e aggiunge: “La proroga è stata imposta da una tempistica un po’ più lunga della Camera di Commercio nella registrazione della trasformazione della spa Beni culturali. Ma sia chiaro a tutti, lavoratori e sindacati, non derogo dall’impegno personale, pienamente sostenuto dalla giunta che oggi mi ha dato mandato di convocare i sindacati e di portare avanti le trattative per la riorganizzazione dei servizi rispettando l’impegno massimo della razionalizzazione e della riduzione dei costi”. Sui metodi per contenere i costi di gestione delle tre partecipate che contano in tutto 2075 dipendenti Armao indica le soluzioni già adottate: “Consideri che solo riducendo i consigli di amministrazione che per ogni società consistevano in 5 o 7 componenti del cda più i collegi sindacali e mettendo un tetto massimo alle indennità degli amministratori che prima non era previsto, abbiamo già contenuto e di molto le spese a carico della Regione. Nella nuova società consortile ci saranno 3 amministratori ed emolumenti per un massimo di 50 mila euro lordi da riconoscere al presidente”.

Ma la riunione della giunta Lombardo che si è svolta oggi, sul tema delle partecipate a partorito un altro provvedimento significativo: “Ho chiesto agli amministratori delle tre società che alla prima assemblea dei soci sia sollevata l’azione di responsabilità nei confronti dei predecessori, amministratori che in passato hanno concepito, con provvedimenti oltre ogni dubbio discutibili in termini di regolarità, il disastro economico delle società partecipate dalla Regione; penso ai casi dei superminimi che hanno consentito il pagamento di stipendi anche doppi rispetto al minimo tabellare, ai contratti farlocchi che hanno poi imposto o obbligato l’amministrazione regionale alla stabilizzazione di lavoratori stagionali che si sono rivolti alla magistratura”.

“Leggerezze” o manifesta malafede di cui dice l’assessore regionale all’economia “chi ci ha marciato dovrà rispondere sempre fermo restando il diritto acquisito dai lavoratori, seppure in alcuni casi in maniera discutibile”. Sulla riorganizzazione dei servizi, infine Armao rassicura i lavoratori: “Non ci sono per quest’anno ipotesi di riduzione del numero dei lavoratori. Bisogna lavorare tutti e bene. Tra l’altro abbiamo ottenuto che i servizi offerti dalla Società ausiliari Sicilia siano pagati senza il conteggio dell’iva da parte delle Asp ottenendo quindi un concreto guadagno attraverso il contenimento dei costi”.

In tema di partecipate inoltre, Armao snocciola anche un’altra novità: “Abbiamo approvato le procedure per il perferzionamento della fusione tra Riscossione Sicilia e Serit: entro una settimana opererà unicamente la prima composta al 90% dalla Regione siciliana e per il 10% da Equitalia. Anche qui con un notevole contenimento dei costi col taglio dei consigli d’amministrazione. Agli amministratori abbiamo raccomandato, soprattutto per il settore dell’agricoltura che siano applicate sanzioni proporzionali sia all’esigenza dell’erario sia ai bisogni del contribuente e sempre in relazione al credito vantato.  Il fisco, che va riscosso certamente, non può chiedere 10 e bloccare 100″.

Infine l’assessore regionale all’Economia parla anche del giudizio di parificazione del Bilancio della Regione espresso ieri dal procuratore generale della Corte dei Conti, Coppola: “Sono contento che il procuratore abbia individuato ciò che noi sosteniamo da anni nella sua relazione, ovvero l’omessa attuazione degli impegni dello Stato verso la Regione che poi producono le difficoltà che sta vivendo l’amministrazione regionale. Non è un caso che la Germania investendo 100 miliardi di euro abbia risolto il divario fra ovest e est. Da noi si parla da trent’anni di questione meridionale ma siamo tornati al 1860. Da qui la nostra querelle sulla perequazione infrastrutturale con lo Stato riconosciuta anche dalla Corte Costituzionale. Da martedì mattina su questo tema sarà insediato presso il ministero dell’Economia un tavolo permantente sull’autonomia finanziaria della Regione“.